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Un tradimento su cinque nasce dalla rete

Roma, 3 gen. (Adnkronos) – Il tradimento prende le mosse dalla Rete e nasce sempre più spesso sotto forma di bit. Sul banco degli imputati finiscono i social network: “Anche in Italia i sono diventati una delle cause più frequenti di infedeltà coniugale e di separazioni/divorzi”. A fotografare il fenomeno è l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani (Ami) e autore del saggio ‘I Perplessi Sposi’. I numeri la dicono lunga: “Nel nostro Paese almeno il 20% delle crisi coniugali che arrivano in Tribunale – fa i conti il presidente dell’Ami – sono causate da Facebook (80% del totale) e da Twitter (20%). Si tratta di un fenomeno denunciato l’anno scorso dall’associazione dei matrimonialisti degli Usa e confermato dall’Ami. Le infedeltà riguardano coppie di tutte le età, anche quelle sposate da trent’anni e più. Facebook è virtuale solo all’inizio del rapporto, ma è poi occasione di incontri veri e propri (secondo il Centro Studi dell’Ami, il 70% si trasformano in scappatelle, il 30% diventano storie durature e parallele)”.
Spesso in Tribunale sono portate le prove di messaggi compromettenti scambiati sui social network. Ed è fiorente, assicura Gassani, il commercio di software per risalire alla password del coniuge iscritto su Facebook o Twitter. Anche il tradimento virtuale può essere causa di divorzio e di addebito. “Nel Sud si tradisce su Facebook come nel Nord – conclude il presidente dell’Ami – e questa è un’altra novita’ interessante”.
 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in CURIOSITA', facebook, tradimento

 

Matrimonio: 31 mesi e poi tradimento !

Gli italiani sono i più fedifraghi d’Europa.

La passione coniugale ha la vita breve:  la prima scappatella arriva in media già dopo due anni e mezzo di matrimonio, per l’esattezza 31 mesi. E sono entrambi i coniugi a concedersela, indipendentemente da età, reddito e residenza geografica. Capita a 7 coppie italiane su 10,  il tasso di tradimento più alto d’Europa. E il pentimento? E’ un fatto raro, che si verifica solo nel 5% dei casi.
I dati emergono dallo studio di Victoria Milan, il sito Internet specializzato appunto in tradimenti coniugali è diventato in poco più di un anno il punto di riferimento dei fedifraghi di mezza Europa. Lo studio è stato realizzato in occasione di IoSposa, la tre giorni dedicata al matrimonio che si apre oggi a Milano. A considerarsi partner assolutamente fedeli è appena il 13%. Il 34% (uno su tre) si definisce “abbastanza fedele”: da notare che si tratta quasi di un bisticcio di parole, come dire: “sono abbastanza incinta”, mentre il restante 53% ha la consapevolezza di essere più tendente al peccato.
Così è la vita? Parrebbe di sì, visto che la passione tra coniugi passa sempre più in fretta: per il 72% degli intervistati si esaurisce prima del terzo anniversario di matrimonio, mentre per l’11% si esaurisce già 6 mesi dopo la cerimonia, per un altro 13% dopo un anno e per il 16% fra il primo e il secondo anno. Sono appena il 6% degli intervistati a dichiarare che la passione per loro non si è mai affievolita. E’ gioco forza, vista la situazione, che la scappatella arrivi sempre prima. Nel 15% dei casi entro del primo anno, nel 31% tra il primo e il secondo. Nel 23% dei casi dopo 5 anni, nel 22% tra il settimo e il decimo. Solo nel 9% dei casi avviene dopo dieci anni di matrimonio.
Il numero magico, secondo Victoria Milan è 31: in Italia il primo tradimento (indifferentemente di lui o di lei) arriva dopo 31 mesi di matrimonio. Insomma, la fedeltà post-matrimoniale dura da noi appena 930 giorni, contro i 1020 degli svedesi, i 1040 dei tedeschi, i 1200 dei francesi e i 1250 degli spagnoli. E il pentimento? E’ una merce rara e preziosa. Solo uno su 5 (21%) si scopre colpevole e decide di non ricascarci più. Gli altri si dividono tra soddisfatti (23%), peccatori recidivi con la costante paura di essere scoperti (29%) e professionisti e professioniste del tradimento in cerca del brivido della trasgressione  (17%). Interessante è anche il rapporto tra frequenza delle scappatelle e crisi dei matrimoni: soltanto in un caso su tre (29%) gli intervistati affermano che il tradimento (proprio o del coniuge) ha portato alla separazione o al divorzio. Anche perché alla domanda “Credi che il tuo partner stia cercando una scappatella?” il 64% ha risposto: preferisco non saperlo. (TgCom).