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16 ottobre: giornata mondiale dell’alimentazione

Una giornata dedicata alla scuola, al cibo e alla sicurezza alimentare. La propone il Ministero dell’Istruzione (MIUR), insieme a quello degli Affari Esteri, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che, ogni anno, si celebra il 16 ottobre. Dalla scuola materna alle medie, cliccando sulle immagini qui sotto potrete scaricare delle guide interattive. Mentre gli insegnanti troveranno schede interattive per discutere in classe di cibo e sicurezza alimentare. Anche il sito del MIUR ha pubblicato questi, e altri materiali, prodotti dalle agenzie delle Nazioni Unite FAO, IFAD e WFP. Per un 16 ottobre pieno di “risorse in rete”. 

l Programma Alimentare Mondiale (WFP – World Food Programme) è la più grande organizzazione umanitaria al mondo. L’agenzia si occupa di assistenza alimentare per combattere la fame. Nelle emergenze, l’agenzia fornisce cibo là dove è necessario, salvando la vita alle vittime di guerre, di conflitti civili e di disastri naturali. Una volta conclusa l’emergenza, l’assistenza alimentare aiuta le persone a ricostruire la propria vita e quella delle comunità in cui vivono. Il WFP è un’agenzia delle Nazioni Unite finanziata esclusivamente su base volontaria. 

Fondata nel 1962, l’agenzia auspica un mondo nel quale ogni uomo, donna e bambino abbia accesso, per tutta la vita, al cibo necessario per condurre un’esistenza sana e attiva. L’agenzia persegue questo obiettivo collaborando con le altre agenzie Onu con sede a Roma (l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura, FAO e il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, IFAD), oltre che con i governi, con le altre agenzie delle Nazioni Unite e con le ONG.Nel 2012 il WFP prevede di fornire assistenza alimentare a oltre 90 milioni di persone in 73 paesi. Lo staff del WFP è composto da circa 15.000 persone, la maggior parte delle quali lavora sul campo, assistendo chi soffre la fame. Il Programma Alimentare Mondiale è gestito da un Consiglio d’Amministrazione  formato da 36 rappresentanti degli Stati Membri.L’agenzia è guidata da un Direttore Esecutivo, nominato congiuntamente dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e dal Direttore Generale della FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura), e rimane in carica per  cinque anni.L’attuale Direttore Esecutivo è Ertharin Cousin, in carica dal 5 aprile 2012, cui spetta il compito di amministrare il WFP e di attuarne programmi, progetti e ogni altra attività. Il WFP ha anche tre Vice-Direttori Esecutivi, ciascuno con specifiche responsabilità.Il Piano Strategico stabilisce le linee strategiche dell’agenzia ogni quattro anni. L’ultimo Piano Strategico, approvato dal Consiglio nel 2008, ha segnato un cambiamento storico per il WFP: l’agenzia per gli aiuti alimentari è diventata l’agenzia per l’assistenza alimentare, con un ventaglio di strumenti più vario ed articolato per rispondere ai bisogni alimentari più urgenti.
Il WFP è finanziato su base volontaria. I principali donatori sono i governi, ma vi sono anche donazioni del settore privato e di singoli individui.Nel 2011, il WFP ha consegnato cibo a quasi 100 milioni di persone in 75 paesi.
Dalla scuola materna alle medie, cliccando sulle immagini qui sotto potrete scaricare delle guide interattive. Mentre gli insegnanti troveranno schede interattive per discutere in classe di cibo e sicurezza alimentare. Anche il sito del MIUR ha pubblicato questi, e altri materiali, prodotti dalle agenzie delle Nazioni Unite FAO, IFAD e WFP. Per un 16 ottobre pieno di “risorse in rete”. 
l Programma Alimentare Mondiale (WFP – World Food Programme) è la più grande organizzazione umanitaria al mondo. L’agenzia si occupa di assistenza alimentare per combattere la fame. Nelle emergenze, l’agenzia fornisce cibo là dove è necessario, salvando la vita alle vittime di guerre, di conflitti civili e di disastri naturali. Una volta conclusa l’emergenza, l’assistenza alimentare aiuta le persone a ricostruire la propria vita e quella delle comunità in cui vivono. Il WFP è un’agenzia delle Nazioni Unite finanziata esclusivamente su base volontaria. Fondata nel 1962, l’agenzia auspica un mondo nel quale ogni uomo, donna e bambino abbia accesso, per tutta la vita, al cibo necessario per condurre un’esistenza sana e attiva. L’agenzia persegue questo obiettivo collaborando con le altre agenzie Onu con sede a Roma (l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura, FAO e il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, IFAD), oltre che con i governi, con le altre agenzie delle Nazioni Unite e con le ONG.Nel 2012 il WFP prevede di fornire assistenza alimentare a oltre 90 milioni di persone in 73 paesi. Lo staff del WFP è composto da circa 15.000 persone, la maggior parte delle quali lavora sul campo, assistendo chi soffre la fame. Il Programma Alimentare Mondiale è gestito da un Consiglio d’Amministrazione  formato da 36 rappresentanti degli Stati Membri.L’agenzia è guidata da un Direttore Esecutivo, nominato congiuntamente dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e dal Direttore Generale della FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura), e rimane in carica per  cinque anni.L’attuale Direttore Esecutivo è Ertharin Cousin, in carica dal 5 aprile 2012, cui spetta il compito di amministrare il WFP e di attuarne programmi, progetti e ogni altra attività. Il WFP ha anche tre Vice-Direttori Esecutivi, ciascuno con specifiche responsabilità.Il Piano Strategico stabilisce le linee strategiche dell’agenzia ogni quattro anni. L’ultimo Piano Strategico, approvato dal Consiglio nel 2008, ha segnato un cambiamento storico per il WFP: l’agenzia per gli aiuti alimentari è diventata l’agenzia per l’assistenza alimentare, con un ventaglio di strumenti più vario ed articolato per rispondere ai bisogni alimentari più urgenti.
Il WFP è finanziato su base volontaria. I principali donatori sono i governi, ma vi sono anche donazioni del settore privato e di singoli individui.Nel 2011, il WFP ha consegnato cibo a quasi 100 milioni di persone in 75 paesi.

 

Giornata Mondiale dell’Acqua 2012

Roma, 21 mar. – (Adnkronos) – La Giornata mondiale dell’acqua (domani, 22 marzo) compie vent’anni da quando nel 1992 le Nazioni Unite ne raccomandarono la sua istituzione. Oggi sulla terra vivono 7 miliardi di persone che si prevede arriveranno a 9 miliardi nel 2050. Le statistiche dimostrano che tutte le persone bevono da 2 a 4 litri di acqua al giorno, ma la maggior parte dell’acqua assimilata è all’interno degli alimenti che vengono consumati: per produrre 1 chilo di carne bovina, per esempio, sono necessari 15.000 litri d’acqua, 1.500 litri per un chilo di grano.
Secondo l’Associazione UNWATER che promuove la giornata mondiale, sono oltre un miliardo le persone che non hanno accesso all’acqua potabile e, benchè il rapporto “Progress on Drinking Water and Sanitation 2012”, sostenga che nel 2012 con oltre 2 miliardi le persone che hanno avuto accesso con maggiore facilità a fonti di acqua potabile sia stato superato dell’1% l’obiettivo del piano di potabilizzazione mondiale, la strada da percorrere è ancora lunga.
Secondo l’Associazione è infatti necessario che si attui una seria politica di risparmi, cominciando dai consumi che dovrebbero essere indirizzati verso prodotti che fanno del’acqua un uso meno intensivo, ed evitando lo spreco di cibo che nei paesi ricchi arriva fino al 30% di quello prodotto.
Quanta acqua è contenuta in ciò che mangiamo? Produrre un pomodoro richiede 13 litri di acqua, una fetta di pane 40 litri, 100 grammi di formaggio 500 litri, un hamburger 2.400 litri d’acqua. E per quanto riguarda l’abbigliamento, per realizzare una T-shirt servono 2.000 litri d’acqua, per un paio di scarpe di cuoio 8.000 litri. Il consumo d’acqua virtuale giornaliero per alimentarsi varia da circa 1.500-2.600 litri nel caso di una dieta vegetariana a circa 4.000-5.400 litri per una ricca di carne.
Per misurare l’impronta idrica dei singoli alimenti, il Barilla Center for Food & Nutrition ha ideato il modello della doppia piramide alimentare e idrica, che mette in relazione la tradizionale piramide alimentare con il relativo impatto dei suoi componenti: questa comparazione mostra come gli alimenti della dieta mediterranea abbiano il minore impatto in termini di consumo di risorse idriche.
Allo stesso tempo, quei cibi per cui la piramide alimentare consiglia un consumo moderato risultano essere quelli con la più alta impronta idrica. La doppia piramide alimentare e ambientale e la piramide alimentare e idrica sono state selezionate ed esposte dal comitato del World Water Forum di Marsiglia tra i migliori modelli alimentari per la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse idriche.
Adottare abitudini alimentari maggiormente “idrovore”, ad esempio troppo ricche in grassi e zuccheri, risulta essere negativo non soltanto in termini di salute per l’uomo, ma anche per il benessere del pianeta, dove attualmente 1 persona su 6 può contare su meno di 20 litri d’acqua dolce al giorno, fabbisogno minimo giornaliero pro capite per assicurare i bisogni primari legati all’alimentazione e alle condizioni igienico-sanitarie e 1 miliardo di persone non ha accesso a risorse idriche sufficienti secondo i dati della Fao.
L’impronta idrica, o water footprint, è un indicatore utile per misurare l’impatto di ciascun prodotto (commodity, bene o servizio) sulle risorse idriche del pianeta, prendendo in considerazione il contenuto d’acqua virtuale di un prodotto, costituito dal volume d’acqua dolce consumata direttamente o indirettamente per realizzarlo, e calcolato sommando tutte le fasi della catena di produzione.
 
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Pubblicato da su 21 marzo 2012 in fao, giornata acqua, NATURA, water