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Archivio mensile:febbraio 2013

Batterie elastiche per pc indossabili

Possono essere piegate, avvolte e si allungano fino al 300% della loro dimensione originale

ROMA

Si allungano fino al 300% della loro dimensione originale e si ricaricano senza fili, via wireless: sono le prime batterie flessibili agli ioni di litio, grazie alle quali monitor avvolgibili e computer indossabili diventano più vicini. Il risultato, descritto sulla rivista Nature Communications si deve a un gruppo di ricerca coordinato dall’americano John Rogers dell’università dell’Illinois. 

 
Le batterie possono funzionare fino a 8-9 ore prima di essere ricaricata e continuano a essere efficienti anche dopo essere stata stirate, piegate, avvolte. Il processo di allungamento è reversibile e le batterie sono capaci di 20 cicli di ricarica. In più hanno il vantaggio che si ricaricano senza fili, via wireless. Secondo gli autori le batterie flessibili potrebbero essere usate nell’elettronica flessibile, per esempio in dispositivi simili a «pelli» robotiche da applicare sul corpo umano, per monitorare la salute, o per schermi arrotolabili. La capacità di queste batterie estensibili, sottolineano gli autori, è simile alle batterie tradizionali al litio delle stesse dimensioni. Potrebbero tornare utili nella fabbricazione di dispositivi come gli orologi-pc, allo studio di aziende come Apple e Samsung 

 

Anche se la ricerca sui dispositivi elettronici procede a grandi passi e con buoni risultati uno degli ostacoli è costituito dalla progettazione di una fonte di un alimentatore in grado di sopportare la flessione e l’allungamento, pur mantenendo le sue prestazioni di accumulo di energia. I ricercatori hanno superato questa difficoltà usando degli strati di silicio morbido su cui sono installati elettrodi interconnessi fra loro con dei sottilissimi cavi a spirale. La matrice di silicio è quadrata e trasparente e contiene 100 elettrodi. 

 

«I componenti della batteria sono montati fianco a fianco e collegati da fitti e lunghi fili a spirale» ha osservato uno degli autori, Yonggang Huang della Northwestern University. «Sono i fili a spirale – ha proseguito Huang – che permettono alle batterie di essere flessibili. Quando abbiamo allungato la batteria, i fili ondulate si sono spiegati come una fisarmonica. E possiamo allungare il dispositivo anche quando la batteria è al lavoro».  

(Ansa

 

Addio a Hotmail, un pezzo della “vecchia” Internet

Dopo 18 anni, 16 di gestione Microsoft, il servizio Hotmail è pronto a dire addio alla Rete. Niente di traumatico, una scomparsa di un pezzo storico della “vecchia” Internet ampiamente annunciato da Redmond. Ma da oggi c’è l’ufficialità: con un post sul blog di Outlook l’azienda ha annunciato cheOutlook.com è pronto a uscire dalla fase preview e a sostituire di fatto la gloriosa webmail da 360 milioni di utenti.
Come raccontano le agenzie, dopo una massiccia campagna sulla privacy contro Google, Microsoft è pronta a dare l’attacco frontale a GMail con la web app creata in stile, e con la filosofia, di Windows 8. A seguito dell’introdzuione in “via sperimentale” del nuovo servizio la scorsa estate, Outlook.com ha già totalizzato una sessantina di milioni di utenti. E secondo Redmond è dunque “il servizio email con la crescita più rapida a livello mondiale”.
A cominciare già da oggi Microsoft inizierà il trasferimento, senza dolori, senza interruzioni del servizio e senza che gli utenti debbano fare qualcosa, degli account di Hotmail in Outlook.com, promettendo di mantenere password, contatti e, naturalmente, lo stesso indirizzo di posta elettronica. La massicia migrazione dovrebbe concludersi entro la prossima estate. Inizialmente sarà volontaria, poi man mano che il processo andrà avanti diventerà obbligatoria. Oltre a una connessione diretta con i social network, Outlook sarà integrato con SkyDrive, il servizio di cloud storage dell’azienda. In una sola parola: sharing. Condivisione. Un passo oltre la “vecchia” email, appunto.

 
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Pubblicato da su 19 febbraio 2013 in gmail, hotmail, INTERNET, microsoft, msn, TECNOLOGIA

 

Torna su RAI1 , a fine marzo "CAROSELLO"

ROMA – L’appetito, si dice, vien mangiando. E a Sanremo la Rai ha banchettato, con gli incassi alle stelle, in tempi di digiuno come questi,  grazie agli ascolti e perfino un margine in attivo (350 mila euro).
Così, dopo il lauto pasto, ecco servito il digestivo al gusto della memoria: dal serbatoio dei ricordi risbucano il mitico Carosello e l’Intervallo, sigle storiche legate all’età televisiva primitiva, chiamate a esercitare il loro fascino vintage per raccogliere spazi di investimento, con tanto di sigle riverniciate: Carosello reloaded e Intervallo 2.0. A lanciare l’idea è la Sipra (l’annuncio è stato fatto a Milano dal dg Luigi Gubitosi e dal suo predecessore Lorenza Lei, oggi a capo della società che cambierà anche denominazione in Rai pubblicità). Il nuovo Carosello andrà in onda alle 21 (dunque in mezzo all’Eredità) da fine marzo, avrà la stessa sigla, sia pure digitalizzata, e durerà 210 secondi con tre spot da un minuto, un minuto e mezzo. L’Intervallo, invece, non proporrà più il gregge di pecorelle, ma più prosaicamente maschererà soltanto nuovi spazi promozionali a pagamento.
RICORDI
Funzionerà il richiamo alla suggestione dei ricordi? Vale la pena ricordare che non si tratta della prima riesumazione di Carosello. Già nel ’97 ci fu un tentativo di rianimazione in forma di varietà (lo presentava Ambra Angiolini). La Sipra, ovviamente, gioca sul fascino di un prodotto che ha segnato la storia della tv ed è legato ai ricordi di infanzia di una generazione che oggi rappresenta buona parte della classe dirigente. Ma l’idea di Carosello nasceva dal fatto che in tv non si poteva trasmettere pubblicità all’interno dei programmi. Ogni siparietto, da un minuto e 45, era uno sketch, spesso affidato a grandi attori (da Sordi a Gassman) non solo italiani (Jerry Lewis, Frank Sinatra) e grandi registi (da Fellini a Luciano Emmer che firmò la sigla). Chiuse nel 77: era diventato obsoleto e, soprattutto, ciascuno spot era troppo costoso. Oggi le esigenze sono legate alla necessità di far cassa (il 2012 si è chiuso con 200 milioni di passivo) e al di là della sigla risulta difficile immaginare che ci possa essere qualcosa di paragonabile a quel Carosello. Semmai sarà l’occasione di poter fare tre minuti e mezzo di pubblicità in una fascia di altissimo ascolto. Quanto all’Intervallo diciamo che l’uso del termine è ancor più semplicemente suggestivo. Gli intervalli della tv in bianco e nero erano dei veri tappabuchi, a volte insopportabilmente lunghi, determinati da buchi di programmazione (si andava in diretta). Oggi quegli spazi sarebbero assolutamente artificiali, nient’altro che nuovi spazi da dedicare alla pubblicità. ( Il Messaggero.it)
 

Il buco dell’ozono, più piccolo degli ultimi 10 anni

Roma, 8 feb. (Adnkronos) – Il buco dell’ozono sopra l’Antartide nel 2012 si è ristretto ai livelli più bassi degli ultimi 10 anni. A rilevarlo, riferisce l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), è stato il sensore di ozono montato sul sul satellite meteorologico europeo MetOp. Queste rilevazioni, spiega l’Esa, continuano il monitoraggio a lungo termine di ozono atmosferico iniziate dai precedenti strumenti sui satelliti Ers-2 ed Envisat.“I satelliti -spiega l’Esa- mostrano che il buco dell’ozono sopra l’Antartide di recente era il più piccolo osservato negli ultimi dieci anni. Le osservazioni a lungo termine rivelano anche che la tutela dell’ozono della Terra è stata dagli accordi internazionali per proteggere questo importante strato dell’atmosfera”.Dall’inizio degli anni 1980, ricorda l’Esa, si è sviluppato sopra l’Antartide un fenomeno chiamato comunemente ‘buco nell’ozono’ nel corso della primavera locale che va da settembre a novembre, con una conseguente diminuzione della concentrazione di ozono fino al 70%.

 
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Pubblicato da su 8 febbraio 2013 in buco, buco ozono, esa, SCIENZA

 

Carne di cavallo nelle lasagne Findus

Ritirato il prodotto in Gran Bretagna

Nessun rischio per la salute, ma in Irlanda e Inghilterra il consumo di carne equina è considerato un tabù
Le lasagne Findus in Gran Bretagna sono fatte di carne di cavallo (all’insaputa dei consumatori). È quanto emerge da test condotti dall’Autorità britannica della sicurezza alimentare secondo i quali, ben il 60% della carne contenuta nel piatto surgelato era equina.LA CONFERMA – Anche la Findus Uk ha confermato con un comunicato che le lasagne, prodotte dalla francese Comigel, hanno rivelato la presenza di carne di cavallo. I consumatori che hanno acquistato il prodotto potranno contattare la compagnia per essere risarciti. La Findus ha anche aggiunto che tutti gli altri suoi prodotti sono stati testati e che non sono coinvolti nel caso. L’Autorità per la sicurezza alimentare ha detto di «non avere prove che lascino pensare che il cibo presenti dei rischi per la salute», ma di avere comunque ordinato nuovi test per evidenziare l’eventuale presenza di un farmaco veterinario.
I CONTROLLI – I controlli sono state effettuati dopo che a metà gennaio le autorità irlandesi avevano scoperto che hamburger venduti in catene della grande distribuzione in Gran Bretagna e Irlanda, tra cui la Tesco, contenevano carne di cavallo. La Findus ha cominciato un ritiro delle sue lasagne. Anche I supermercati Tesco e Aldi hanno ritirato una serie di piatti preparati dalla Comigel.
PROBLEMA IDEOLOGICO – 
Il problema non è quindi, al momento di salute, ma di tipo ideologico. Prima di tutto potrebbe ravvisarsi la truffa dal momento che sull’etichetta non era segnalata la presenza di carne di cavallo e poi non va dimenticato che in Gran Bretagna e in Irlanda il cavallo è molto amato e rispettato: consumare carne equina è considerato un tabù. (Corriere della sera.it)