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Archivio mensile:giugno 2012

Venere incontra il sole

Roma, 3 giu. (Adnkronos) – Mercoledì prossimo, 6 giugno, dalle 0:04 alle 6:55 Venere transiterà davanti al Sole. Sarà l’ultimo transito di questo secolo, il prossimo è previsto solo per l’11 dicembre 2117. Un evento astronomico molto suggestivo, visibile dall’Italia solo nelle sue fasi finali: per osservare il transito di Venere dal nostro Paese occorrerà infatti aspettare il sorgere del Sole, a fenomeno in corso già da alcune ore.
Oltre ad essere un evento suggestivo per il pubblico, il transito sarà sfruttato anche per scopi ‘scientifici’: all’Osservatorio di Trieste ad esempio Paolo Molaro e il suo team lo utilizzeranno per mettere a punto le tecniche per scoprire i pianeti extrasolari con quello che è considerato il miglior strumento al mondo per la ricerca di questi corpi celesti: lo spettrografo Harps installato sul telescopio di 3,6 metri dell’Eso, sulla cordigliera delle Ande in Cile.
A raccontare l’unicità e il segreto dell’evento astronomico è ‘Il passaggio di Venere’, un libro della scrittrice Andrea Wulf, edito da Ponte alle Grazie. Nel Settecento, mentre le potenze europee continuavano a farsi la guerra per estendere gli imperi, lo scienziato Edmond Halley lanciò un appello ai colleghi astronomi di tutto il mondo affinché unissero le forze per un’impresa comune: l’osservazione del transito di Venere davanti al Sole, uno degli eventi astronomici prevedibili più rari, che avviene sempre a coppie separate da un intervallo di otto anni, nell’arco di oltre un secolo.
Condotta ai quattro angoli della Terra, l’osservazione permise di calcolare con maggiore accuratezza la distanza tra i pianeti, approfondendo la conoscenza del sistema solare, ma soprattutto rappresentò il primo passo verso la costituzione di una comunità scientifica internazionale. Oggi, a distanza di oltre due secoli, Andrea Wulf fa rivivere le ansie e le aspettative di quei tanti protagonisti che, pur tra mille difficoltà e rivalità’, contrattempi e fallimenti, animati dalla passione per la scienza portarono a termine la più grande avventura che l’uomo possa vivere, quella della scoperta.
 
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Pubblicato da su 3 giugno 2012 in CURIOSITA', sole, transito venere, venere

 

L’acqua è di tutti. Una bottiglia gigante sul suolo di Parigi

Parigi, 1 giu. -(Adnkronos) – Una gigantesca bottiglia, tanto grande da poterci entrare dentro, dall’aspetto abbandonato e leggermente interrata, come se emergesse dal suolo, è comparsa oggi a Parigi. Si tratta in realtà di un’installazione artistica realizzata utilizzando ben 3.000 bottigliette in Pet per ribadire che “L’acqua è di tutti”, come sottolinea il titolo dell’opera di Manolo Benvenuti, Claudio Ballestracci e Giulio Accettulli. (foto)
Arriva a Parigi in occasione del festival Fontaines en Scéne (fino al 3 giugno) e fonde arti plastiche, musica (quella originale di Marco Mantovani) e filosofia del riutilizzo. L’installazione è sostenuta da Ambiente Festival e da un gemellaggio fra i comuni di Rimini e Périgueux (Francia) e sviluppa il tema dell’acqua come bene sociale e relazionale. Dopo Parigi, l’installazione sarà a Ginevra dal 2 al 12 agosto.
All’interno della gigantesca bottiglia, che funge da auditorium, ci sono quattro fontane sonore: quando ci si avvicina, il flusso dell’acqua si arresta e al suo posto ‘sgorga’ la musica. L’esecuzione è completa solo quando si suonano tutte e quattro le fontane, come in un quartetto d’archi.
Nelle varie fasi della realizzazione di “L’acqua è di tutti”, sono stati coinvolti amministratori, scolaresche, associazioni, volontari, allo scopo di dare vita ad un progetto che vuole far riflettere sul consumo di acqua e sulle implicazioni economiche e ambientali che questo comporta: sfruttamento industriale di un bene comune, cattivo utilizzo e sprechi, smaltimento della plastica, inquinamento.
Per realizzare la copertura sono stati condotti laboratori con scolaresche dai 10 ai 19 anni, che a partire da un container stipato di rifiuti plastici, oltre che dai sacchi forniti dalle stesse scolaresche chiamate a selezionare e conservare i loro rifiuti domestici, sono state recuperate le bottiglie in Pet. Ogni singola bottiglia è stata selezionata, privata dell’etichetta, lavata, separata dal collo e dal fondo, appiattita a mano e successivamente stirata col ferro, ritagliata a mo’ di tessera, perforata e infine affissa alle reti di supporto.
Al termine dei laboratori sono state inoltre mostrate altre applicazioni degli elementi decorativi in Pet, ottenute utilizzando la stessa tecnica di lavorazione.