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Archivi giornalieri: 12 aprile 2012

Dream on: una app per sognare quello che ti pare (o quasi)

Cosa volete sognare stanotte? Una rilassantepasseggiata nel bosco? Una bagno nelle acque della vostra isola preferita? Oqualcosa di più adrenalinico? Per esempio la rocambolesca fuga da un misteriosoaggressore o un lancio in caduta libera da un elicottero… (Perchè sognamo? Cosa sono i sogni?Scoprilo qui) 

Sogni a portata di touch
È ciò che promette Dream:on, una applicazione persmartphone recentemente pubblicata e che, secondo i suoi ideatori, sarebbe ingrado di influenzare la fase REM del sonno di chi la utilizza, aiutandolo asognare ciò che preferisce. (Tutti i segreti e le curiosità sul sonnoin questo multimedia)
Sviluppata da Richard Wiseman, psicologodell’Università di Hertfordshire, funziona in modo piuttosto semplice. Dopoaverla installata si sceglie il proprio tipo di sogno — al momento ne sonodisponibili una ventina al costo di € 0,79 l’uno — e si appoggia il telefoninoin un angolo del letto, vicino alla propria testa. Da quel momentol’applicazione inizierà a monitorare il sonno dell’utilizzatore attraverso isensori di movimento dello smartphone: quando rileverà l’inizio della fase REM,farà partire un file audio associato al sogno scelto. E proprio questacombinazione di suoni dovrebbe stimolare il cervello del dormiente a produrreun sogno della tipologia richiesta. 

Da Obama alle piramidi
Ma funziona davvero? Per ora è difficile dirlo.Dream:on è anche un progetto di scienza distribuita su base volontaria e lostesso Wiseman invita chi la utilizzerà a scrivere una breve recensione deisogni fatti e se erano in linea con le aspettative. Tutte le informazioniconfluiranno in un database che verrà utilizzato dai ricercatori perapprofondire la loro conoscenza sul sonno e sui sogni. 
E per aumentare le probabilità di ricordare ciòche si è sognato, Dream:On sveglierà l’interessato non appena si accorgerà,sempre tramite i sensori di movimento, che il sogno è finito. I dormiglionisono quindi avvisati… 
«Abbiamo creato un modo nuovo di fare scienza» hadichiarato Wiseman qualche giorno fa durante la presentazione del suo progettoal Festival della Scienza di Edinburgo. «Sappiamo molto poco dei sogni e questaapp potrebbe essere la chiave per aiutarci a capire come sognamo e come tenernetraccia.»
E mentre in molti si domandano l’effettiva utilitàdi una applicazione di questo tipo, Wiseman e il suo staff promettono sogni pertutti i gusti: prossimamente nel DreamStore si potranno acquistare anchemomenti onirici in compagnia dei VIPs ed esperienze cerebrali che difficilmentepotremo vivere realmente.(Focus.it)

 
 

In Versilia expo internazionale dedicato al mondo Vegan

Roma, 11 apr. (Adnkronos/Ign)- Conto alla rovescia per la seconda edizione di VeganFest 2012, Expo internazionalededicata interamente al mondo Vegan ed EcoBio, una filosofia cui aderiscono circa 800milapersone in Italia. L’appuntamento e’ al Palazzo Mediceo di Seravezza (Lucca)dal 27 aprile al 1° maggio 2012.
Un invito speciale apartecipare all’evento arriva da un artista che si dice vegano ”convinto”, Red Canzian, cantante e bassista deglistorici Pooh. ”Andate a capirel’altra parte della Luna… poi ognuno fa le sue scelte. Conoscere, esserecuriosi sono le più grandi forme di crescita. Io lo suggerisco alle famiglie eai bambini: è un insegnamento a rispettare gli esseri viventi”, dice a Ign,testata on line del Gruppo Adnkronos.
Canzian, primo artista premiato nell’ambito dellamanifestazione durante la passata edizione con il VeganOK AWARD, racconta ilpercorso che lo ha portato a questa scelta che definisce ”drastica econvinta”. Il ”primo passaggio 16 anni fa quando sono diventato vegetarianoper motivi di salute perché quando mangiavo carne mi sentivo male. Poi 4 annifa non sono riuscito più a mangiare qualcosa che avesse un’anima e sonodiventato assolutamente vegano. Una sceltaanimalista”.
Certo, prosegue Canzian parlando del suo lavoroche lo porta in giro per il mondo (a breve sarà in Giappone per tre date con iPooh), ”non è facile andare in giro da vegano. Ma per assurdo il Sud del mondoè più pronto del Nord del mondo: a Tel Aviv ho mangiato in maniera pazzesca,poi, magari, vai a Parigi e diventi matto per mangiare vegano”. E in Italia?”Sto educando i ristoratori in giro per il Paese e se si comportano bene poitorno”, spiega con un sorriso. Gli effetti sulla salute, poi, sono positivi.”Ho appena compiuto 60 anni e dalle analisi non risulta un valore fuoriposto”, dice Canzian che il 24 aprile sarà nelle librerie con ‘Ho vistosessanta volte fiorire il calicanto’, edito da Mondadori.
A Seravezza si incontreranno associazioni animalistee umanitarie internazionali, aziende impegnate del mondo dell’ecologia e delbenessere, oltre a tutti gli operatori e le persone sensibili ai temi delvivere secondo un’etica cruelty free. Attraverso gli oltre 300 eventi inprogramma sipunta a toccare quest’anno le 30mila presenze.
Il VeganFest 2012, a ingresso gratuito, è unaoccasione internazionale di incontro per tutti gli stakeholder del mondoecologico e vegan, uno spazio espositivo per le aziende del mondo etico(associazioni, ecotecnologie, editoria, cibo e gusto, biocosmesi e igiene,abbigliamento e arredo, benessere), un luogo dove poter scegliere tra un vastoprogramma di incontri con ospiti internazionali: workshop, laboratori dicucina, mostre, eventi culturali, conferenze.
Il festival sarà, inoltre, un ritrovo per numerosiartisti (musicisti, attori, performer) che hanno scelto il modello di vitavegan, con un’area concerti e una sala teatrale per spettacoli ed esibizioni.Ci sarà anche VeganWave, ‘concerto del 1 maggio’ stile vegan, grazie allacollaborazione con il festival ‘ArezzoWave’.
Tra i vari spazi attraverso i quali è organizzatol’evento ci sarà anche un’area didattica per bambini; una zona ‘EcoMamme’ adisposizione delle neomamme dove allattare i propri piccoli in un ambientetranquillo e riservato, inoltre saranno organizzate dimostrazioni sull’usodella fascia portabebè, conferenze, incontri con gli esperti in cosmesivegetale e sarà possibile anche acquistare prodotti per mamme e bambini. Cisarà anche un ‘DogBar’ a disposizione dei cani ‘ospiti’ del VeganFest concrocchette vegane e acqua fresca. E ancora. ‘Fruit&Raw Days’, una grandearea dedicata a eventi sull’alimentazione crudista dotata di un mercatino doveacquistare frutta e verdura.
Molti i punti di ristoro e un esclusivo ristorantevegan, coordinato dallo chef pluripremiato Chicco Coria (patron dell’AnticoRistorante del Moro di Bergamo) che presenterà alla stampa e ai clienti delristorante, piatti di alta cucina vegana con ingredienti stagionali ebiologici. Coria sarà inoltre protagonista della presentazione in anteprimanazionale del libro ‘Nobili Scorpacciate Vegan – Le Quattro Stagioni’ (Ed.Quantic Publishing), ideato e realizzato da Renata Balducci chef di VeganBlog.VeganFest nasce da LifeTribu.com: un insieme di testate editoriali checondividono la scelta etica del vivere vegan.
La filosofia Vegan non riguarda solol’alimentazione, è piuttosto una scelta etica che si traduce in uno stile divita rispettoso degli animali. ”La scelta Vegan – dice a Ign, testata on linedel Gruppo Adnkronos SauroMartella, ideatore della certificazione Etica VeganOK e fondatore del festivalVegan più grande d’Europa, VeganFest – è quasi sempre principalmente una scelta etica enon alimentare, anche se indubbiamente garantisce equilibrio nutrizionale emiglioramenti della salute in generale. E’ quindi una scelta etica che faevitare ogni giorno qualunque cibo e qualunque comportamento che coinvolgal’uccisione o lo sfruttamento di altri esseri viventi e senzienti”.
In pratica, spiega Martella, fondatore del sitoPromiseland.it, diretto da Barbara Primo, ”si evita di mangiare ovviamente carne epesce, ma anche derivati animali come uova, latte o prodotti che ne contenganoanche una minima parte. Ovviamente non ci si limita a questo e si evita di procurare danno agli animalianche non utilizzando materiali come lana, seta o pelle… Ma soprattutto la scelta Vegan è una scelta dirispetto per la vita, di amore per i colori del mangiare vegetale e di serenitàderivante dal vivere ogni giorno con la consapevolezza di non aver fatto delmale al nostro prossimo non umano”. Una scelta per tutti. ”Per scegliere divivere Vegan non serve essere eremiti, al contrario la maggior parte dei Veganisono persone perfettamente inserite nella società, imprenditori,professionisti, operai, artisti, pensionati e ragazzi. Ogni fascia di età ècoinvolta in questa scelta etica assolutamente trasversale che ha anche ilpregio di farci stare meglio in salute e di farci risparmiare molto nella spesadi tutti i giorni”, spiega Martella.
Ma quali sono le certificazioni più diffuse inItalia? ”La certificazione Vegan più diffusa in Italia – spiega Martella a Ign- è ‘la VeganOK’ (www.veganok.com) che si occupa di certificare sia il settorealimentare, che quello cosmetico unitamente alla ristorazione e ai servizi adessa collegati. Esiste anche la certificazione ‘VeganSociety’ (www.vegansociety.com) meno diffusa sul territorio italiano, maaltrettanto autorevole. C’è poi ICEA (www.icea.info) che pur essendo meno presente nel mercato delledue precedenti, può vantare una sua autorevolezza in quanto collegata all’IstitutoItaliano di Certificazione ICEA. Esistono poi altre certificazioni che operanoin diversi altri Paesi, ma sono pressochè inesistenti e quindi sconosciute sulterritorio italiano”.
Secondo il rapporto Eurispes 2011 sonocirca 400 mila i vegan in Italia, su 4,5-5 milioni di vegetariani, “ovvero il 10% dei vegetariani, che a lorovolta sono in crescita. Vedo infatti molte richieste di persone adulte che siavvicinano al mondo vegetariano e al biologico anche sulla spinta di una sceltafatta per i figli. Quella vegan, poi, è una scelta ancora più drastica, vistoche esclude anche latte e uova, e modifica lo stile di vita, portando arinunciare non solo alla pelle, ma anche a lana e piumoni”. A fare ilpunto sui vegan in Italia è LeonardoPinelli, vicepresidente della Società scientifica di nutrizione vegetariana, in vista della seconda edizione di VeganFest2012, Expo internazionale dedicata interamente al mondo Vegan, in programma afine mese in Versilia.
Scelgono la dieta verde soprattutto le donne: il7,2% contro il 5,3% degli uomini; mentre le vegan e sono lo 0,5% contro lo 0,3%dei maschi. Anche il 13,5% di giovanissimi tra i 18 e i 24 anni, e persino il9,3% degli over 65, predilige diete senza carne. “E’ molto alta lapercentuale di coloro che sono mossi verso la scelta vegan da ideologieanimaliste (44%) e ambientaliste – spiega l’esperto all’Adnkronos Salute – E seda più parti ci si preoccupa di eventuali ‘errori’ nutrizionali dei vegan, michiedo però quando mai si parla degli sbagli degli onnivori”, aggiungePinelli.
“In ogni caso, nell’alimentazione vegan può essercicarenza di vitamina B12 – prosegue – ma solo perché viviamo in un modosenza germi, praticamente sterilizzato. La vitamina B12, infatti, è prodottadai batteri dell’intestino, nelle dosi giuste, oltre a essere presente inalimenti di origine animale. Ma certo chi vive in ambienti sterilizzati puòricorrere a cibi fortificati, diffusi soprattutto all’estero, oppure aisupplementi. Per i bambini ne occorrono poche gocce al dì, mentre negli adultil’integrazione è settimanale”.
Per il resto, assicura l’esperto, la rinuncia aicibi di origine animale “non presenta problemi: si tratta di una dietasicura in tutte le fasi della vita dell’uomo, se ben studiata. Prova ne è cheanche molti atleti sono vegan, specie quelli impiegati in sport in cui sonofondamentali potenza e leggerezza”.
E i bambini? “Dopo i due anni, in pratica,non c’è più bisogno di latte: i nutrienti presenti in questo alimento sitrovano anche in altri cibi. Non è un caso che gli enzimi che digeriscono lelattasi scompaiano di solito con il tempo, tanto che due terzi dellapopolazione mondiale sono intolleranti al lattosio”, aggiunge Pinelli.”Quindi fin dallo svezzamento, dunque dal sesto mese, si può adottare questoregime alimentare, come afferma l’American Dietetic Association già nel2009″.
In ogni caso “se sei profondamenteanimalista, viene piuttosto naturale procedere verso la scelta vegan. Ioconsiglio anche di seguire le indicazioni che ci arrivano dal nostro corpo. Personalmente,nel tempo, ho rinunciato al pesce e alle uova, e sto eliminando quasi del tuttoil latte. Questo perché è il mio stesso organismo a indicarmi che certialimenti non li digerisco, mi danno fastidio”.
 
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Pubblicato da su 12 aprile 2012 in canzian, ecobio, FOOD, vegan, veganfest, vegetariano

 

A Bologna una casa su 10 è di proprietà straniera.

Bologna, 12 apr. (Adnkronos)- Bologna la dotta, la grassa, la rossa. Ma anche Bologna accogliente e multietnica. Quasi 10 nuovi proprietari su100, sotto le DueTorri, parlano un’altra lingua, sono perfettamente integrati e hanno un lavoroche permette loro di pagare la rata del mutuo. Sempre più immigrati acquistano una casa, entrando nel mercato della compravenditaimmobiliare e contribuendo a tracciare un quadro positivo e di integrazione. E’la fotografia emerge da un’indagine di Confabitare, l’associazione dei proprietari immobiliari.
Bologna, spicca tra leprovince italiane, come una delle più gettonate dalla popolazione straniera:lapercentuale di immigrati nel territorio comunale si attesta intorno al 7,52% enel periodo gennaio-dicembre 2011 le compravendite effettuate da famigliestraniere hanno costituito l’8,7% del totale delle transazioni concluse nelcomune; il dato sale al 10,5% se si prende in considerazione l’interaprovincia. Un fenomeno in continuo movimento con una crescita del 2,5% rispettoal 2010 nel comune di Bologna e del 2% in provincia.
Nel desiderio di acquistare casa si legge “ildesiderio di radicarsi alla città in cui si abita e in cui si è scelto dioffrire un futuro migliore ai propri figli”, spiega Alberto Zanni,presidente di Confabitare, sottolineando però un fenomeno curioso: “glistessi stranieri che, magari, sono riusciti a comprare una seconda casa, quandodecidono di darla in affitto preferiscono come inquilini gli italiani aconnazionali o ad altri stranieri”.
Indiani, pakistani e bengalesi sono i piùpropensi a investire nel ”mattone”. Dall’indagine di Confabitare risulta, infatti,che dell’8,7% di compravendite effettuate da famiglie straniere, il 46% sonoindiani, pakistani e bengalesi. Se rapportiamo il dato con il totale delletransazioni su Bologna, emerge che il 4% delle compravendite totali nelcapoluogo emiliano (italiani compresi) è attribuibile a queste tre nazionalità,particolarmente presenti anche nel settore commercio. I pakistani, infatti,hanno avviato fino ad oggi ben 224 attività, perlopiù di generi alimentari ebigiotteria, borse e accessori, e in almeno 82 casi sono anche proprietaridelle mura.
Romeni e albanesi coprono il 31% dellecompravendite immobiliari di immigrati, il 2,69% delle transazioni totali; dei234 romeni che gestiscono negozi, almeno 25 di loro sono proprietaridell’immobile, mentre dei 185 negozi di cui risultano titolari gli albanesi, 38sono in proprietà. Fanalinodi coda, i marocchini che coprono soltanto il 3% dellecompravendite fra stranieri a Bologna, pur essendo la comunità più numerosa inprovincia (11.915). Un aspetto che contraddistingue la comunità marocchina èl’acquisto, invece, delle attività commerciali: a Bologna ce ne sono 262, dicui 85 in proprietà, ovvero il 32,44%.
La comunità cinese bolognese conta 1.950 persone erappresenta il 20% delle compravendite immobiliari fra immigrati ( l’1,74%delle compravendite totali): quasi due cinesi su dieci vivono in una casa diproprietà. Su 429 attività presenti in città, ben 282 ovvero il 10,42% sono inproprietà. Una considerazione a parte merita anche la comunità filippina: 3.300persone che scelgono di abitare laddove è prevalente la richiesta di servizidomestici e di assistenza (spesso risiedono nelle case delle stesse famigliepresso cui lavorano), ma su 28 attività di imprese di pulizie e servizi gestiteda cittadini filippini, nessuna risulta in proprietà. Poche anche le case traBologna e la provincia, di cui risultano proprietari.
 
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Pubblicato da su 12 aprile 2012 in bologna, case bologna, CURIOSITA', stranieri