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Archivi giornalieri: 21 marzo 2012

Giornata Mondiale dell’Acqua 2012

Roma, 21 mar. – (Adnkronos) – La Giornata mondiale dell’acqua (domani, 22 marzo) compie vent’anni da quando nel 1992 le Nazioni Unite ne raccomandarono la sua istituzione. Oggi sulla terra vivono 7 miliardi di persone che si prevede arriveranno a 9 miliardi nel 2050. Le statistiche dimostrano che tutte le persone bevono da 2 a 4 litri di acqua al giorno, ma la maggior parte dell’acqua assimilata è all’interno degli alimenti che vengono consumati: per produrre 1 chilo di carne bovina, per esempio, sono necessari 15.000 litri d’acqua, 1.500 litri per un chilo di grano.
Secondo l’Associazione UNWATER che promuove la giornata mondiale, sono oltre un miliardo le persone che non hanno accesso all’acqua potabile e, benchè il rapporto “Progress on Drinking Water and Sanitation 2012”, sostenga che nel 2012 con oltre 2 miliardi le persone che hanno avuto accesso con maggiore facilità a fonti di acqua potabile sia stato superato dell’1% l’obiettivo del piano di potabilizzazione mondiale, la strada da percorrere è ancora lunga.
Secondo l’Associazione è infatti necessario che si attui una seria politica di risparmi, cominciando dai consumi che dovrebbero essere indirizzati verso prodotti che fanno del’acqua un uso meno intensivo, ed evitando lo spreco di cibo che nei paesi ricchi arriva fino al 30% di quello prodotto.
Quanta acqua è contenuta in ciò che mangiamo? Produrre un pomodoro richiede 13 litri di acqua, una fetta di pane 40 litri, 100 grammi di formaggio 500 litri, un hamburger 2.400 litri d’acqua. E per quanto riguarda l’abbigliamento, per realizzare una T-shirt servono 2.000 litri d’acqua, per un paio di scarpe di cuoio 8.000 litri. Il consumo d’acqua virtuale giornaliero per alimentarsi varia da circa 1.500-2.600 litri nel caso di una dieta vegetariana a circa 4.000-5.400 litri per una ricca di carne.
Per misurare l’impronta idrica dei singoli alimenti, il Barilla Center for Food & Nutrition ha ideato il modello della doppia piramide alimentare e idrica, che mette in relazione la tradizionale piramide alimentare con il relativo impatto dei suoi componenti: questa comparazione mostra come gli alimenti della dieta mediterranea abbiano il minore impatto in termini di consumo di risorse idriche.
Allo stesso tempo, quei cibi per cui la piramide alimentare consiglia un consumo moderato risultano essere quelli con la più alta impronta idrica. La doppia piramide alimentare e ambientale e la piramide alimentare e idrica sono state selezionate ed esposte dal comitato del World Water Forum di Marsiglia tra i migliori modelli alimentari per la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse idriche.
Adottare abitudini alimentari maggiormente “idrovore”, ad esempio troppo ricche in grassi e zuccheri, risulta essere negativo non soltanto in termini di salute per l’uomo, ma anche per il benessere del pianeta, dove attualmente 1 persona su 6 può contare su meno di 20 litri d’acqua dolce al giorno, fabbisogno minimo giornaliero pro capite per assicurare i bisogni primari legati all’alimentazione e alle condizioni igienico-sanitarie e 1 miliardo di persone non ha accesso a risorse idriche sufficienti secondo i dati della Fao.
L’impronta idrica, o water footprint, è un indicatore utile per misurare l’impatto di ciascun prodotto (commodity, bene o servizio) sulle risorse idriche del pianeta, prendendo in considerazione il contenuto d’acqua virtuale di un prodotto, costituito dal volume d’acqua dolce consumata direttamente o indirettamente per realizzarlo, e calcolato sommando tutte le fasi della catena di produzione.
 
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Benzina addio, al volante dell’ elettrica Twizy da 7mila euro

La Renault ci ha abituato alle novità e all’innovazione, come è stato per la Renault 5 con i paraurti integrati, o per i motori turbo, ma soprattutto non è la prima volta che “inventa” un nuovo segmento, come ci ricorda l’Espace, la prima monovolume, seguita dalla più compatta Scénic e da Twingo, la prima “monovolume” del segmento A. Ora è la volta di Twizy, un concetto unico nel suo genere sviluppato in tempi brevi da Renault Sport Technologies, tanto da essere stata presentata come prototipo nel 2009 al Salone di Francoforte e ora è pronta per il debutto nelle concessionarie.

Il prezzo è quello che era stato anticipato: si parte da 6.990 euro per la Twizy 45 (la meno potente) e da 7.800 per la Twizy. A questo bisogna aggiungere il noleggio della batteria che parte da 50 euro/mese per 36 mesi e una percorrenza di 7.500 km /anno, ma ci sono altre formule personalizzabili a seconda delle esigenze del cliente.

Non è un’auto, ma neppure uno scooter, sebbene tecnicamente appartenga alla “specie” dei quadricicli. In Renault l’hanno definita una Urban Crosser, per le sue caratteristiche a metà strada tra i due veicoli dai quali trae origine. È più sicura di uno scooter, grazie alla sua gabbia di sicurezza che protegge guidatore e passeggero anche nel crash test eseguito dalla Casa francese a 50 km/h, ed è pure più protettiva nei confronti delle intemperie, ma non quanto una “mini-car”, microcar o “macchinetta” come sono definiti comunemente i quadricicli, con i quali, poi, alla fine si deve confrontare sul mercato.

Già il mercato, abbiamo imparato che oggi tutto si muove attorno ad esso: attualmente la capacità produttiva dell’unica fabbrica Renault dove viene prodotta la Twizy, a Valladolid in Spagna, assieme a Clio e Modus ma in capannone separato, è di circa 25.000 unità all’anno, una stima rivista al ribasso secondo il management di Parigi. Per l’Italia non ci sono valutazioni, tuttavia si parla di “qualche migliaia”, d’altro canto mediamente si vendono annualmente 5.000 microcar e 150.000 scooter e, nel mezzo, si posiziona la Twizy.

Inoltre, fattore da non sottovalutare, la Twizy è un veicolo a trazione interamente elettrica e presenta notevoli vantaggi nell’uso prevalentemente urbano. In più, l’interesse per i veicoli elettrici sta crescendo, in virtù dell’aumento esponenziale del prezzo dei carburanti, ad iniziare dalla benzina che ormai ha sfondato il tetto psicologico dei 2 euro al litro.

Tutte rose, dunque? Invece no! Realizzata come sostitutivo dello scooter, Twizy nasce senza porte laterali (per le quali si paga a parte un fee di ben 600 euro). Belle dal punto di vista estetico e scenografiche nell’apertura a ventaglio, ma costose. Inoltre non sono completamente chiuse: “per migliorare l’aerazione ed evitare la necessità di avere un sistema di ventilazione”, ma in pratica costringono i due occupanti ad un abbigliamento di tipo motociclistico, soprattutto in caso di pioggia, perché dentro entra l’acqua e si bagnano i sedili. La visibilità in retromarcia è piuttosto ridotta, limitata ai soli due specchi retrovisori laterali, ma a venire in aiuto ci sono i sensori di parcheggio (anche questi a pagamento). Tra le cose da rivedere prima della vendita ai clienti, ci sarebbero due dettagli: le luci restano accese anche quando si spegne il veicolo e nessun cicalino avverte il guidatore (con il rischio di penalizzare la batteria principale), come pure manca un segnale visivo o acustico che ricorda di allacciare le cinture a quattro punti.

Per contro, le dimensioni estremamente compatte -è lunga 2,34 m e larga 1,24 m e ha un baricentro molto basso dovuto alla posizione della batteria sotto il sedile del guidatore- la rendono agile e nello stesso tempo molto stabile, con una tenuta di strada da fare invidia a qualsiasi scooter, grazie alle quattro ruote disposte agli angoli del veicolo. Nello spazio dove parcheggerebbe un’auto tradizionale possono accomodarsi ben tre Twizy, tuttavia la sua funzione è quella di muoversi e con una buona accelerazione, per giunta. Da ferma arriva a 45 km/h in 6.1 secondi, e ne impiega 9.9 la versione 45 (paragonabile ad uno scooter 50cc), e anche la ripresa è brillante, merito dell’efficiente motore elettrico. La frenata è molto efficace, per la leggerezza del veicolo che non supera i 450 kg, per il sistema di recupero dell’energia in frenata, una tecnologia di Magneti Marelli sviluppata da Renault in F.1 (il famoso Kers/Srec, il sistema di recupero dell’energia cinetica) e per la presenza di quattro freni a disco. Il telaio è stato “pensato” dal Reparto Renault Sport Technologies, e trattandosi di un veicolo molto speciale, la cella di sicurezza si comporta come un gigantesco per “casco” per i due occupanti lasciando loro il più ampio contatto con l’ambiente esterno. Ci sono airbag e cintura a 4 punti per il guidatore, e cintura a tre punti per il passeggero che è più protetto nella parte posteriore della scocca. Lo sviluppo di Twizy beneficia di tutta l’esperienza Renault in tema di sicurezza: crash test, dimensionamento digitale, l’omologazione ai banchi del centro prove del Gruppo a Lardy (regione di Parigi), migliaia di chilometri di test a grandezza reale. Sempre di RS Technologies è lo sviluppo del motore elettrico posto in posizione posteriore centrale per governare direttamente la trazione posteriore, e pure la batteria è costruita in casa, da Renault, proprio a Valladolid. L’autonomia omologata di Twizy va da 100 km a 120 km (per la Twizy 45), ragionevolmente si riescono a percorrere fino a 80 km viaggiando con la versione più potente anche fuori città, ma se si adotta una guida particolarmente aggressiva e “sciupona” scende a 55 km. La ricarica avviene con il caricabatteria “on board” nella parte anteriore dove aprendo uno sportellino si può estrarre il cavo lungo circa 3 metri. Il collegamento è facilissimo, è sufficiente una presa comune da 220 Volt anche di soli 10A e in 3 ore e mezza si riesce a fare un “pieno d’energia”, con un costo attorno ad un euro. E la Twizy è pronta a percorrere ancora 80-100 km.

Il comfort, mai eccessivo, nella Twizy è assicurato dalle semi-porte e dai numerosi vani presenti, come i due ripostigli sul cruscotto, con quello a sinistra che contiene una presa da 12 volt e quello di destra chiudibile con la chiave, come il posteriore da 31 litri, messo dietro lo schienale del passeggero. Il display digitale in posizione centrale sul cruscotto mostra la velocità, consumo istantaneo, l’ora e l’autonomia residua, calcolata con un algoritmo in base allo stile di guida tenuto nei chilometri già percorsi.

Gli allestimenti disponibili per l’Italia, dal prossimo 31 marzo, il giorno del lancio, sono tre: Urban con quattro colorazioni alla base della gamma; Color con i copri cerchi bianchi e Stickers colorati; e Technic , bicolore con i cerchi in lega diamantati, il guscio del sedile bianco e vernice metallizzata di serie. I colori variano dal bianco, al nero, al rosso, o anche bicolore, inoltre è possibile una personalizzazione quasi totale. Twizy, pur disponendo dello stesso motore e della stessa batteria è disponibile con due livelli di potenza riconoscibili dalla denominazione Twizy 45, per essere guidata anche a 14 anni con il patentino, che ha una velocità massima limitata a appunto a 45 km/h, e semplicemente Twizy (equiparata ad un 125 cc) per la quale occorre la patente A, A1 o B e non può percorrere autostrade e tangenziali.

Tra gli accessori si trovano il Kit audio/telefono viva voce della Parrot, lo zaino estraibile da 50 litri per la spesa, il wind cover (la copertina) per il comfort termico, i sensori di parcheggio posteriori e l’allarme antifurto. (di Marina Terpolilli tratto da il Sole24ore)
 
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