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Archivi giornalieri: 12 novembre 2011

Matrimonio: 31 mesi e poi tradimento !

Gli italiani sono i più fedifraghi d’Europa.

La passione coniugale ha la vita breve:  la prima scappatella arriva in media già dopo due anni e mezzo di matrimonio, per l’esattezza 31 mesi. E sono entrambi i coniugi a concedersela, indipendentemente da età, reddito e residenza geografica. Capita a 7 coppie italiane su 10,  il tasso di tradimento più alto d’Europa. E il pentimento? E’ un fatto raro, che si verifica solo nel 5% dei casi.
I dati emergono dallo studio di Victoria Milan, il sito Internet specializzato appunto in tradimenti coniugali è diventato in poco più di un anno il punto di riferimento dei fedifraghi di mezza Europa. Lo studio è stato realizzato in occasione di IoSposa, la tre giorni dedicata al matrimonio che si apre oggi a Milano. A considerarsi partner assolutamente fedeli è appena il 13%. Il 34% (uno su tre) si definisce “abbastanza fedele”: da notare che si tratta quasi di un bisticcio di parole, come dire: “sono abbastanza incinta”, mentre il restante 53% ha la consapevolezza di essere più tendente al peccato.
Così è la vita? Parrebbe di sì, visto che la passione tra coniugi passa sempre più in fretta: per il 72% degli intervistati si esaurisce prima del terzo anniversario di matrimonio, mentre per l’11% si esaurisce già 6 mesi dopo la cerimonia, per un altro 13% dopo un anno e per il 16% fra il primo e il secondo anno. Sono appena il 6% degli intervistati a dichiarare che la passione per loro non si è mai affievolita. E’ gioco forza, vista la situazione, che la scappatella arrivi sempre prima. Nel 15% dei casi entro del primo anno, nel 31% tra il primo e il secondo. Nel 23% dei casi dopo 5 anni, nel 22% tra il settimo e il decimo. Solo nel 9% dei casi avviene dopo dieci anni di matrimonio.
Il numero magico, secondo Victoria Milan è 31: in Italia il primo tradimento (indifferentemente di lui o di lei) arriva dopo 31 mesi di matrimonio. Insomma, la fedeltà post-matrimoniale dura da noi appena 930 giorni, contro i 1020 degli svedesi, i 1040 dei tedeschi, i 1200 dei francesi e i 1250 degli spagnoli. E il pentimento? E’ una merce rara e preziosa. Solo uno su 5 (21%) si scopre colpevole e decide di non ricascarci più. Gli altri si dividono tra soddisfatti (23%), peccatori recidivi con la costante paura di essere scoperti (29%) e professionisti e professioniste del tradimento in cerca del brivido della trasgressione  (17%). Interessante è anche il rapporto tra frequenza delle scappatelle e crisi dei matrimoni: soltanto in un caso su tre (29%) gli intervistati affermano che il tradimento (proprio o del coniuge) ha portato alla separazione o al divorzio. Anche perché alla domanda “Credi che il tuo partner stia cercando una scappatella?” il 64% ha risposto: preferisco non saperlo. (TgCom).
 

Produrre energia elettrica dalle onde del mare

Venezia, 11 nov. (Adnkronos) – Produrre energia pulita e rinnovabile sfruttando il moto ondoso. Questo il rivoluzionario progetto presentato questa mattina con una conferenza stampa al Municipio di Mestre, e in contemporanea a ”Ecomondo”, la fiera internazionale sulla sostenibilità energetica e ambientale in corso a Rimini. Sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, la dirigente della Direzione Ambiente e Politiche giovanili, Anna Bressan, la direttrice di Agire, Alessandra Vivona. La sperimentazione è stata avviata dal Comune di Venezia, attraverso Agire, l’Agenzia veneziana per l’energia, e consente di trasformare l’energia contenuta nel moto ondoso della laguna e del mare in energia elettrica pulita e rinnovabile, che potrà alimentare attrezzature ed impianti.
”Crediamo molto in questo nuovo sistema, per ora unico al mondo e mai sperimentato prima – ha esordito l’assessore Bettin – per produrre energia pulita seguendo e sfruttando la grande vocazione e opportunità del territorio veneziano, ovvero il mare. Da sempre i veneziani hanno avuto la capacità di adattarsi al mare e adattare il mare alle proprie esigenze. Oggi noi lo facciamo portando avanti politiche per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale”. Come ha infatti spiegato la direttrice di Agire, Vivona, il progetto ha portato alla realizzazione di tre prototipi: due che saranno installati in mare aperto entro la prossima primavera, e uno già posizionato in laguna, nel Canale della Giudecca, ad agosto.
Si chiamano ”Giant” e ”Wem” e sono costituiti da un galleggiante e da un generatore, che sfrutta il Principio di Archimede, ossia un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto eguale al peso del liquido spostato, quindi un galleggiante di peso trascurabile potrebbe muovere un analogo volume d’acqua. Nel tempo che intercorre tra due picchi dell’onda, il galleggiante si muove dalla massima altezza al livello zero del mare per risalire al punto più alto.
L’energia prodotta, ad esempio, potrebbe innanzitutto essere impiegata sul posto, ovvero per l’illuminazione delle briccole in laguna e degli imbarcaderi Actv della città, ma si stima che la produzione possa tranquillamente sopperire al consumo energetico di scuole ed edifici pubblici. La fase di sperimentazione durerà circa un anno, durante il quale saranno perfezionati i dispositivi in modo da renderli più efficienti possibile e saranno raccolti i dati. Una volta ultimata la sperimentazione sarà possibile calcolare la quantità di energia prodotta e quindi impiegarla nel modo più adeguato.
 
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Pubblicato da su 12 novembre 2011 in CURIOSITA', energia dal mare, NATURA, TECNOLOGIA