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Archivi giornalieri: 25 ottobre 2011

Il Meteo delle fonti rinnovabili, in funzione da novembre

Livorno, 25 ott. – (Adnkronos) – Entrerà in funzione a novembre in Toscana il Meteo delle fonti rinnovabili, attraverso il quale nei notiziari Meteo di tv, radio, giornali e web, saranno fornite informazioni sulla produzione energetica da impianti solari e fotovoltaici. L’iniziativa è stata illustrata a Livorno, in Palazzo Granducale, dall’assessore all’ambiente della Provincia Nicola Nista. Insieme a lui i rappresentanti dell’Ealp, Susanna Ceccanti e Roberto Bianco, e Gabriele Brugnoni del Lamma.
”La finalità dell’iniziativa ”EnergizAir: il Meteo delle fonti rinnovabili” – ha detto Nista – è quella di affiancare alle normali notizie sulle previsioni meteorologiche, anche le informazioni relative alla energia effettivamente prodotta da impianti a fonti rinnovabili in un determinato giorno. L’obiettivo – ha aggiunto – è quello di far arrivare al grande pubblico la percezione concreta di quanta energia elettrica possa fornire un impianto di questo tipo e, soprattutto, quanto una famiglia potrebbe risparmiare sulla bolletta”.
L’attività, che nasce da un’idea dell’associazione Apere di Bruxelles, sarà realizzata contemporaneamente da cinque agenzie energetiche in cinque paese europei: Belgio, Francia, Slovenia, Portogallo e Italia. Per l’Italia sarà curato dall’Ealp (Agenzia Energetica Provinciale) che coordinerà le iniziative dei partner locali coinvolti.
Il progetto è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso Intelligent Energy Europe. Nelle prossime settimane Raitre (a cura del consorzio Lamma), Telegranducato e Radio Toscana partiranno con la messa in onda di una rubrica innovativa all’interno delle consuete previsioni meteorologiche. Come funziona il progetto EnergizAir lo ha spiegato Susanna Ceccanti dell’Ealp.
”Sulla base delle condizioni meteo, sole e vento, avute nell’arco di una settimana, nelle rubriche meteo dei nostri partner verranno fornite anche informazioni sulla percentuale di acqua calda o energia elettrica prodotta da impianti a solare termico e fotovoltaici e il grado di copertura del fabbisogno energetico familiare o delle abitazioni di un’area geografica. A breve le notizie saranno arricchite anche dai dati relativi agli impianti eolici”.
Per il Solare termico il sistema stabilisce quale percentuale di acqua calda è stata prodotta da un impianto domestico standard (da 4 m2) in una abitazione media. Per esempio il 5 agosto 2011 a Livorno l’irraggiamento solare ha prodotto il 100% del fabbisogno di acqua calda di una famiglia media, mentre il 18 ottobre ne ha prodotto il 40%.
Per il Fotovoltaico si calcola la percentuale di energia elettrica prodotta da un impianto standard in una abitazione media (la produzione di kWh può coprire parzialmente o totalmente i fabbisogni di energia elettrica di una famiglia). Per esempio il 5 agosto 2011 l’irraggiamento solare ha prodotto il 185% dei fabbisogno di una famiglia, mentre il 18 ottobre la produzione è calata al 116%.
In entrambi i casi la percentuale di energia oltre il fabbisogno del 100%, è andata ad incidere, con un risparmio reale, sulla bolletta. Stesso ragionamento sarà fatto per l’Eolico, calcolando quante abitazioni sono alimentate grazie alla produzione di energia degli impianti della zona presa in considerazione. Il numero di abitazioni viene quindi messo a confronto con una particolare area geografica (identificata come la città con quel numero di abitazioni). Nel territorio livornese è crescente l’interesse per questo tipo di impianti.
”Nella provincia di Livorno – ha evidenziato l’assessore Nista – sono in funzione impianti fotovoltaici autorizzati dalla Provincia o dai Comuni, per un totale di 50 megawatt. Una cifra importante che contiamo di poter aumentare anche grazie al progetto EnergizAir, con al quale le persone avranno informazioni più precise rispetto alla effettiva convenienza economica, ma anche ambientale, degli impianti energetici da fonti rinnovabili”.
”Chiunque fosse interessato ad accogliere nel proprio sito web i 3 indicatori suindicati con il link al sito del progetto – ha sottolineato Ceccanti – può contattare Ealp (susanna.ceccanti@ealp.it) che sarà lieta di fornire tutte le informazioni al fine di poter attivare tecnicamente il rapporto tra il vostro sito ewww.meteorinnovabili.it”.
Il 27 e 28 ottobre si terra’ a Livorno, nella sede provinciale di Via Marradi, un ”braistorming day” dove alcuni esperti internazionali, appartenenti al mondo dei media, delle fonti rinnovabili e del meteo, si confronteranno con i colleghi provenienti dai paesi partner (Belgio, Portogallo, Francia, Slovenia, Italia) sui contenuti innovativi e i risultati del progetto EnergizAir.
 
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Pubblicato da su 25 ottobre 2011 in ENERGIZAIR, FONTI RINNOVABILI, LIVORNO, METEO

 

I falsari attaccano l’agroalimentare italiano

Roma, 25 ott. (Adnkronos) – Da qualche anno i prodotti alimentari tipici italiani, con tutto il made in Italy, sono sotto attacco da parte della contraffazione internazionale e sono allarmanti i dati che denunciano come questo fenomeno sia in continua crescita. I numeri del falso made in Italy sono stati diffusi in “Italia a Tavola 2011“, il rapporto congiunto presentato oggi a Roma dal MDC (Movimento dei Consumatori) e da Legambiente.
Nessun prodotto esce indenne dall’attacco dei falsari, dall’italian sounding ai taroccamenti dei prodotti a marchio di origine (DOP, IGP e STG). Tra i falsi c’è il vino di pregio e il Pomodoro “San Marzano”, una specie in via di estinzione in Italia, come sostiene la Confagricoltura, ma ben presente nelle coltivazioni “tarocche” all’estero. E poi ancora le mozzarelle di bufala campana Dop e l’olio extra vergine “deodorato”; non si salvano neanche i Panettoni e le Colombe, super “taroccate” durante le feste.
Le cifre fornite sono impressionanti, segno di un business su scala industriale; lo scorso anno sono stati fatti oltre 430 mila controlli tra Agenzia delle Dogane, Carabinieri del NAS e per le Politiche Agricole e Alimentari, Capitanerie di Porto, Corpo forestale, Servizi di igiene ed AS.
Elevato il valore delle singole operazioni, si va dai 10 milioni di euro di olio vergine di oliva o addirittura lampante (e quindi non commestibile) spacciato per extra vergine ai 7 milioni di euro per il sequestro di 100 hl di prodotti vinosi illecitamente qualificati come “Amarone” e “Valpolicella Ripasso”. E ancora, è di 4 milioni di euro il valore dei 450 mila chilogrammi di olio extravergine di oliva “deodorato”, di 3,4 milioni di euro quello dei vini di qualità prodotti in regioni determinate e IGT e dei prodotti a marchio di origine (DOP, IGP e STG) contraffatti e 391 mila euro è il valore del sequestro di doppio concentrato di pomodoro confezionato con etichette che dichiarano indebitamente l’origine italiana.
I “falsari” del cibo trovano terreno fertile in un sistema che si evolve anche sui nuovi media come internet. Non mancano, infatti, le frodi on line come il ritrovamento di Gorgonzola, Taleggio e Grana D.O.P. contraffati e venduti sul web da alcune ditte.
Tante le notizie di frodi, contraffazioni e sofisticazioni che ci farebbero passare l’appetito se non fosse che i controlli delle forze dell’ordine hanno evitato che arrivassero sulle nostre tavole 36 milioni di chilogrammi e più di 18 milioni di litri di prodotti contraffatti o in cattivo stato di conservazione solo nel 2010.
Ogni giorno gli istituti preposti restituiscono all’agroalimentare la sua credibilità passando al setaccio produttori, allevatori, trasformatori, supermercati, negozi e ristoranti. Ma anche mercati rionali, pescherie, stabilimenti balneari, campeggi, villaggi turistici, bar e agriturismi.
Il Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente ricordano che in tema di governance della sicurezza alimentare in Italia c’è ancora molta strada da percorrere al fine di garantire il massimo livello di tutela della salute del cittadino. “Nel Paese che ha lottato per ospitare l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – ha dichiarato Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino – siamo ancora bloccati su vecchie impostazioni, attribuzioni, competenze che dimostrano tutti i loro limiti ogni volta che c’è una crisi di sicurezza per l’alimentazione. Crediamo che vada riaperta la questione dell’Agenzia nazionale, senza anacronistiche gelosie e concorrenze. Per intervenire con rapidità, per dare un senso alla molteplicità di soggetti che effettuano i tantissimi controlli, per dare efficacia all’informazione, per dare sicurezza ai cittadini che spesso non sanno a chi rivolgersi quando cercano informazioni”.
“Bisogna uscire – ha dichiarato il Sen. Francesco Ferrante della segreteria nazionale di Legambiente – da questa paradossale impasse: da una parte l’agroalimentare è uno di quei settori su cui puntare per rilanciare lo sviluppo del nostro Paese, in particolare sulla tutela del made in Italy e della “buona” Italia, dall’altra è proprio in questo settore, così delicato per la salute dei cittadini, che ogni giorno si svolge una vera e propria battaglia tra forze dell’ordine e criminali senza scrupoli. Dobbiamo impegnarci sempre di più – ha sottolineato Ferrante – nella diffusione e nella promozione delle buone pratiche agricole e della etichettatura completa e trasparente. Dobbiamo poi assolutamente pretendere che l’EFSA inizi finalmente a svolgere il suo ruolo di tutela della sicurezza alimentare a livello europeo e che in Italia si possa, superando ostacoli e timidezze, arrivare a un coordinamento efficace delle attività di prevenzione e controllo”.
 
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Pubblicato da su 25 ottobre 2011 in CONTRAFFAZIONE DEL CIBO, FALSARI, FOOD

 

Vietnam: ucciso l’ultimo esemplare del rinoceronte di Giava

Hanoi, 25 ott. (Adnkronos) – Il Wwf e l'”International Rhino Foundation” hanno annunciato la morte dell’ultimo esemplare di rinoceronte di Giava in Vietnam, riporta la Bbc. L’animale è stato probabilmente ucciso da alcuni bracconieri, dato che il corpo è stato trovato privo di corno.
“E’ doloroso pensare che, nonostante gli investimenti sostanziosi fatti in Vietnam per preservare questa specie, non si sia riusciti a salvare un unico esemplare”, ha dichiarato il direttore del Wwf vietnamita, Tran Thi Minh Hien, aggiungendo che “il Vietnam ha perso una parte del suo patrimonio naturale“. Gli autori del rapporto “Extinction of the Javan Rhino from Vietnam” affermano che gli esami del Dna fatti su campioni di feci nel parco nazionale di Cat Tien tra il 2009 e il 2010 dimostrano che non rimaneva che un solo esemplare della specie, e che sicuramente si tratta dell’animale che è stato ucciso.
Al momento non rimangono che una cinquantina di esemplari di rinoceronti di Giava in una riserva di un’isola dell’arcipelago (foto dal sito del wwf)