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Archivi giornalieri: 23 ottobre 2011

Peperone nero e patata blu, ecco le verdure che fanno bene

Cernobbio (Co), 22 ott. – (Adnkronos) – Dalle patate blu al peperone nero fino al basilico rosso, la spesa degli italiani cambia colore. Ma è tutto sotto controllo, perché questi prodotti variopinti garantiscono in modo del tutto naturale nuove ed esclusive proprietà salutistiche e nutrizionali. Una sorta di rivoluzione cromatica a tavola che è stata presentata dalla Coldiretti a Cernobbio, nell’ambito dell’XI edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, alla presenza del presidente nazionale Sergio Marini e del nutrizionista Giorgio Calabrese.
“Oggi – informa la Coldiretti – è possibile garantirsi, in maniera del tutto naturale, alimenti con esclusive proprietà salutistiche e nutrizionali, legate proprio al loro differente e insolito colore. E’ possibile rispondere alle nuove esigenze di mercato senza ricorrere a metodi innaturali come la manipolazione genetica”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “è più facile il trasferimento delle innovazioni dal campo alla tavola quando è più diretto il rapporto tra produttori e consumatori come nel progetto della Coldiretti per la filiera agricola tutta italiana che punta ad offrire prodotti al cento per cento italiani firmati dagli stessi agricoltori”.
Dal peperone nero dal particolarissimo color notte e dalla forma quadrata, molto ricco di capsicina, vitamine e antiossidanti alle patate blu del Trentino che grazie alla loro polpa blu mare sono ricchissime di antociani che migliorano la vista e prevengono il deposito di colesterolo sui vasi sanguigni e risultano di grande effetto se trasformate in un divertente purè blu. E ancora continua Coldiretti – dalla carota bianca dal calor latte e sapore dolciastro, considerata un reperto di archeologia orticola a quella viola dal colore scuro, quasi nero che ha un contenuto di antociani 28 volte maggiore di quelli contenuti nelle carote arancioni, importantissimi per contrastare l’azione dei radicali liberi e quindi l’invecchiamento.
Dal basilico rosso che, grazie alle piccole foglie purpuree, ha notevoli proprietà antistress ed è un potente stimolante e risulta ottimo per aromatizzare pesce e verdure o trasformato in un pesto un po’ inconsueto alle spiritose coste di bieta colorate che con le loro sfumature gialle, rosse, arancioni e fucsia che durante la cottura non perdono la colorazione possono rallegrare anche i piatti più monotoni.
 
 

L’Ipad sostituisce al ristorante il vecchio menù

Roma, 23 ott. (Adnkronos) – Il vecchio menu del ristorante rischia di andare in pensione, spiazzato dalla tecnologia. Pizza, spaghetti e bistecca ora si ordinano con un ‘touch’ sull’iPad. La nuova tendenza – sostituire la tradizionale lista cartacea con l’oggetto di culto del momento – sta prendendo piede anche in Italia, dopo l’esordio nei locali di New York.
Pionieri, da noi, sono stati non fast food o catene di cibo veloce per giovani ma ristoranti ‘in’ che al cliente, assieme al benvenuto, consegnano la ‘tavoletta’ sulla quale possono ordinare da soli il piatto preferito. Fra i primi a introdurre il menu hi-tech nel nostro Paese – evoluzione dell’ormai superato palmare usato dal cameriere – locali famosi quali il ‘Castello Malvezzi’ di Brescia e il ‘Ristorante Teatro alla Scala Il Marchesino’ di Milano, e il ristorante romano ‘da Giggetto’ in via Alessandria, tra il quartiere Parioli e il Nomentano. Un’idea che “è nata dalla mia passione per la tecnologia – spiega all’Adnkronos, Massimo Gemignani, titolare del ristorante capitolino – unita alla creatività di una società di giovani informatici. Insieme abbiamo ‘costruito’ il nostro software personalizzato”. Una svolta tecnologica che i clienti “giovani e meno giovani – assicura – hanno molto gradito”.
Il cliente può così ‘sfogliare’ il menu come fosse quello cartaceo, ma con, in più, la possibilità di vedere le foto dei piatti e la loro descrizione “per ora in inglese, spagnolo, italiano e giapponese ma con la possibilita’ di traduzione in altre lingue”, riferisce ancora Gemignani. Dalla prima schermata con le icone dei vari ‘pasti’ (primi piatti, bevande, antipasti, vini, secondi piatti, frutta, dolci ecc.) si passa con un ‘tocco’ a quella desiderata, visualizzando l’immagine del piatto con tutte le informazioni utili, quali gli ingredienti, la preparazione, le calorie e il prezzo. Ad ogni prodotto possono poi essere associate delle varianti che il cliente potrà abbinare in modo semplice, ed eventualmente annotare richieste aggiuntive in un apposito spazio.
Una volta scelto il piatto, il cliente può ordinarlo direttamente, visionando il conto in tempo reale, mentre al cameriere spetterà, dopo un rapido controllo, inviare l’ordine. La comanda verrà automaticamente mandata ai cuochi. “Non abbiamo adottato il menu sull’iPad con l’obiettivo di ‘risparmiare’ sul personale – spiega ancora il titolare del ristorante romano di via Alessandria – o, peggio ancora, di eliminare il rapporto fra il cliente e il cameriere, perché quest’ultimo sarà sempre a disposizione per qualsiasi cosa”.E i clienti apprezzano molto l’innovazione, “soprattutto i giovani, ma non solo. Volendo fare un bilancio del gradimento – aggiunge Gemignani – a otto su dieci piace, a uno no mentre l’altro dice ‘ni’ all’idea. Tutti comunque sono incuriositi soprattutto perché possono avere in tempo reale informazioni aggiuntive su ciò che stanno per mangiare e, perché no, possono divertirsi con la ‘tavoletta’. Anzi – sottolinea – dedicano più tempo all’ordinazione perché guardano nel dettaglio tutte le portate e magari – conclude – ordinano anche qualcosa in più che col menu tradizionale gli sarebbe sfuggita”. Non solo. “L’idea – conclude il titolare del ristorante pizzeria – insieme alla Tabasoft, la società che ha creato il software, è di venderlo ai ristoranti e locali che vorranno convertirsi al menu hi tech”.