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Archivi giornalieri: 21 ottobre 2011

I freni da bicicletta wireless: i più hitech, i più pazzi

I freni da bicicletta più tecnologici? Quelli che fanno a meno di qualsiasi levetta o cavo! Sono un’idea del team di ricercatori della tedesca Saarland University, guidato dal professor Holger Hermanns. Come possiamo ammirare qui sopra, per ora il prototipo è in fase altamente sperimentale, ma sembra che in un futuro prossimo potrebbe debuttare una bici funzionante senza cavi né levette, ma dotata solamente di uno speciale sensore posizionato in prossimità della manopola destra del manubrio. Ma come si frena? E come è possibile fidarsi di questo sistema? Tutte le risposte (o presunte tali) dopo il salto.
Iniziamo da una percentuale: 99,999999999997%. Indica l’affidabilità di questo sistema, che frenerà in modo corretto in quasi la totalità dei casi. Già, “quasi”, perché per il rimanente0,000000000003% molto probabilmente si ruzzolerà a terra o ci si spalmerà contro un ostacolo.
Il sistema funziona grazie ai componenti elettronici integrati e alle ultime soluzioni wireless disponibili sul mercato. Via levette e cavi e benvenuti sistemi che comunicano senza fili con gli impianti frenanti grazie a sensori posizionati sul manubrio e speciali algoritmi interni. Tutto avverrà in automatico.
L’intensità della frenata corrisponderà all’input sull’area sensibile che comunica con una centralina di trasmissione che trasmette il comando via radio al freno. Il professore Hermanns racconta che per fermarsi da una velocità di 30km/h si dovrà azionare il sistema circa due metri prima dello stop. Ci vorrà un po’ di pratica, ma in questo momento forse di elettronico possono bastare i cambi e iperformanti ciclocomputer.
 
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Pubblicato da su 21 ottobre 2011 in bicicletta, freni wireless, TECNOLOGIA

 

Flashback.C trojan mette in pericolo Mac OS X!

F-Secure ha individuato un trojan backdoor persistente, denominato Flashback.C, per sistemi Mac OS X. Il malware che si cela dietro una finta installazione di nuova versione del Flash Player di Adobe.
Il malware installa una backdoor, prendendo di mira le soluzioni antivirali integrate sul sistema di Apple con lo scopo di procurarsi una maggiore resistenza ai tentativi di rimozione. Una volta preso il controllo del sistema, infatti, Flashback.C si connette ad un host remoto, restando in attesa di ordini.
Al momento l’host sarebbe inattivo, ma la connessione potrebbe potenzialmente essere impiegata per portare qualsiasi genere di attacco, inclusa la diffusione di altri malware e/o di versioni aggiornate dello stesso trojan, cosa che pare si stia già verificando. Sono segnalate infatti nuove varianti del trojan.
Il trojan è anche in grado di disattivare gli aggiornamenti automatici di XProtect, inibendo l’applicazione antivirus che Apple integra nei suoi sistemi operativi ed assicurandosi un elevato livello di persistenza.
«Tentare di disabilitare le difese del sistema è una tattica molto comune ai malware.» si legge sul Blog di F-Secure. «Le difese integrate sono quasi sempre il primo obiettivo su qualsiasi piattaforma». Unica nota positiva, per installarsi, al malware serve il consenso dell’utente attraverso la digitazione dei suoi dati di autenticazione.