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Archivi giornalieri: 2 settembre 2011

Ricostruita la ‘mappa del gusto’ nel cervello

Impossibile confondere la dolcezza di un cornetto alla crema con il salato di una patatina fritta.
Le percezioni legate ai gusti dolce, amaro, salato e umami (ovvero ‘saporito’) nascono in quattro aree del cervello distinte e ben separate. Lo dimostra la prima ‘mappa del gusto’ elaborata per il cervello dei mammiferi da alcuni ricercatori americani coordinati dall’Howard Hughes Medical Institute di New York, che hanno pubblicato i risultati dei loro studi su Science.
Le aree cerebrali che si ‘accendono’ per far godere i piaceri del cibo (ma anche per segnalare le spiacevoli esperienze del palato) sono state identificate per la prima volta in alcuni topi da laboratorio. Questo e’ stato possibile grazie a una tecnica d’avanguardia che colora i neuroni e li rende fluorescenti ogni volta che si attivano (facendo entrare al loro interno grandi quantita’ di ioni di calcio) in risposta agli stimoli provenienti dalla lingua.
Grazie a particolari microscopi molto potenti, i ricercatori guidati da Xiaoke Chen sono riusciti a identificare quattro reti di neuroni distinte e ben separate che si attivano per elaborare le sensazioni di dolce, salato, amaro e umami. Non e’ stata invece identificata nessuna area specifica per l’acido. Due le possibili spiegazioni: o la rete neuronale per questo gusto si trova al di fuori della porzione del cervello analizzata nello studio, oppure questa sensazione coinvolge un sistema piu’ ampio di neuroni, alcuni dei quali potrebbero essere implicati anche nella percezione del dolore.
Questo stesso gruppo di ricercatori aveva gia’ scoperto in passato che ogni gusto viene percepito sulla lingua da specifici recettori. La loro attivazione scatena nel topo dei comportamenti innati ben determinati: da un lato c’e’ l’attrazione per il dolce, l’umami e il salato, dall’altro invece c’e’ l’avversione per l’amaro, l’acido e il troppo salato. Questa nuova scoperta dimostra ora che i segnali provenienti dai recettori della lingua hanno un percorso ben stabilito anche nel cervello, dove vengono elaborati da cellule nervose specializzate.
Il prossimo obiettivo dei ricercatori sara’ quello di scoprire ”come il gusto si combina con gli altri input sensoriali e con gli stati d’animo per determinare i nostri comportamenti e per generare i ricordi dei gusti”. (Ansa.it)
 
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Pubblicato da su 2 settembre 2011 in CURIOSITA', SALUTE, SCIENZA

 

Google Chrome, i primi 3 anni.

Il browser di Mountain View spegne tre candeline e festeggia pubblicando una infografica sui progressi delle tecnologie web. 

Roma – Il 1 settembre 2008, tre anni fa, Google distribuiva la prima versione del suo browser web cominciando un’avventura destinata a condizionare grandemente la concorrenza e lo sviluppo complessivo del settore. Oggi Google Chrome festeggia i primi tre anni di età con una infografica tematica e promettendo novità per il prossimo futuro.
Notevoli e importanti sono i contributi portati da Chrome al mercato dei browser in questo breve lasso di tempo, e l’elenco “obbligatorio” di funzionalità e tecnologie introdotte o promosse dal software di Mountain View non può non accennare al performante engine JavaScript “V8”, allo sviluppo accelerato del codice, alla glorificazione delle possibilità di HTML5 e all’interfaccia minimale tutta concentrata sulla valorizzazione delle single schede/URL e relativi servizi web.
In pochi anni Chrome è riuscito a conquistarsi un importante seguito di pubblico, arrivando a un’adozione che a luglio 2011 rappresentava il 23 per cento del mercato totale dei browser. Merito naturalmente delle sue indubbie qualità tecniche, ma anche della gran massa di danari pompati da Mountain View nella sua promozione con tanto di star alla moda usate come veicolo pubblicitario “esclusivo”.

Chrome festeggia i suoi primi tre anni, e certamente non sembra avere intenzione di fermare la sua corsa proprio ora: il “browser di Lady Gaga” è sempre più mainstream e anche Facebook è costretta a farci i conti, mentre il futuro porta in dote nuove funzionalità avanzate (al netto dei rischi per la privacy dell’utente) e un’importanza crescente per gli ambiziosi piani “totalizzati” di Google e del suo micro-sistema operativo basato su Linux e perennemente collegato (e dipendente) al Web.


Punto Informatico

 
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Pubblicato da su 2 settembre 2011 in compleanno google chrome, INTERNET

 

‘Fidel è morto’, virus e paure tra i fili della rete Web

Roma, 1 set. (Adnkronos) – Frasi d’amore, bachi, cavalli di Troia e adesso l’annuncio della morte del ‘Leader maximo’. La fantasia dei creatori di virus informatici continua a partorire nuove minacce che si dipanano tra i ‘fili’ della rete del web. ‘Fidel Castro is dead’ è solo l’ultima trovata dei pirati informatici pronti a mettere in crisi i computer di tutto il mondo. L’informatizzazione di sempre più aspetti della nostra vita, sia che questi coinvolgano il lavoro, il tempo libero, oppure l’archiviazione di ricordi della nostra vita, come foto, messaggi o pensieri, aumenta le preoccupazioni che queste si possano cancellare per mano di un qualsiasi ‘malware’. Nonostante il picco di preoccupazione sia stato raggiunto la notte del 31 dicembre 1999, quando la paura per il cosiddetto ‘Millennium bug’ (non un virus ma un potenziale difetto informatico) gettò nel panico informatici, agenti di borsa e comuni cittadini, il livello di attenzione continua ad essere alto e il timore di contagio elevato.
Tutto ebbe inizio con Elk Cloner, creato nel 1982 dal programmatore americano Rich Skrenta allora quindicenne, che gettò scompiglio per la prima volta nel mondo degli informatici. Questa invenzione impiegò circa sei anni per invadere tutti gli Stati Uniti via floppy disk. Tempi ‘biblici’ rispetto alla velocità di diffusione a cui siamo abituati ora, almeno da quando internet riesce a connettere contemporaneamente una quantità tendenzialmente infinita di apparecchi.
E’ stata proprio la rete ad avere permesso la rapida propagazione di ‘I love you’, il primo ‘script’ virus che, propagatosi tramite posta elettronica, mise fuori uso migliaia di computer in tutto il mondo. Ma fu il 2001 l’annus horribilis per la rete: ‘SQL/Slammer’ da solo infatti rese inutilizzabili quasi la metà dei server che reggevano la rete in quegli anni. Furono messi fuori uso i bancomat della Bank of America, e resi inutilizzabili sia il servizio di emergenza 911 a Seattle che le biglietterie e i sistemi per il check-in in numerosi aeroporti statunitensi.
Per quanto tutti i software infettivi vengano chiamati dai non addetti ai lavori virus, in realtà esistono notevoli differenza tra i veri e propri virus e altre tipologie di malware, come trojan, worm, dialer o spyware. A cambiare non è solamente la portata dei danni e dei problemi ma soprattutto il modo in cui essi si propagano e disturbano il normale lavoro del computer. Se infatti i ‘worm’ utilizzano preferibilmente la posta e creano rallentamenti al sistema, gli ‘spywere’ non sono altro che programmi che si annidano nei computer in maniera nascosta durante l’istallazione di programmi contaminati e che trasmettono informazioni private di navigazione facendole pervenire tramite Internet ad un’organizzazione che le utilizzerà per trarne profitto.
 
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Pubblicato da su 2 settembre 2011 in CURIOSITA', INTERNET