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Si stringe il cerchio attorno alla ‘particella di Dio’

22 Ago

Roma, 22 ago. (Adnkronos) – Si stringe il cerchio nella caccia al bosone di Higgs passato alla storia come la ‘particella di Dio’. Secondo gli scienziati che lavorano agli esperimenti Atlas e Cms dell’Lhc del Cern di Ginevra, infatti, se l’elusiva particella di Higgs è da qualche parte, “ormai è a corto di posti dove nascondersi”. E a confermarlo sono i nuovi dati presentati dagli scienziati del Cern oggi in India, a Mumbai, nel corso della biennale Lepton-Photon.
Provare o confutare l’esistenza del bosone di Higgs, che è stato ipotizzato nel 1960 come parte di un meccanismo che conferisce massa alle particelle fondamentali, è tra i principali obiettivi del programma scientifico di Lhc, la più grande macchina per la scienza mai costruita dall’uomo. “I dati prodotti dalle collaborazioni Atlas e Cms hanno escluso l’esistenza di un Higgs su gran parte della regione di massa 145-466 GeV con una certezza del 95 per cento” annuncia il Cern. “Questi sono tempi entusiasmanti per la fisica delle particelle” afferma il numero uno del direttorato per la Ricerca dell’istituto di Ginevra, Sergio Bortolucci. Il fisico italiano è infatti convinto che potranno arrivare importanti risposte entro un anno. “La scoperta -dice Bortolucci- sono quasi certo che arriverà entro i prossimi dodici mesi. Se l’Higgs esiste, gli esperimenti di Lhc faranno ormai presto a trovarlo. E se così non fosse, la sua assenza indicherà la strada per una fisica nuova“. Ma che cos’è il bosone di Higgs?
Il bosone di Higgs è un ipotetico bosone massivo e scalare previsto dal modello standard ed è l’unica particella del modello la cui esistenza deve essere ancora verificata sperimentalmente. Questa particella giocherebbe un ruolo fondamentale in quanto portatore di forza del campo di Higgs che, secondo la teoria,permea l’Universo e conferisce la massa ai ‘mattoncini’ che costituiscono la materia. La sua importanza secondo gli scienziati è anche dovuta al fatto che può garantire la consistenza del modello standard. Pur non essendo mai stata osservata, secondo una parte della comunità scientifica vi sarebbero alcuni indizi dell’esistenza del bosone di Higgs. Oltre ai risultati sulla affascinante ricerca di questa particella, il Cern sottolinea che gli esperimenti in atto con l’Lhc di Ginevra hanno prodotto una massa enorme di dati anche in altri campi della fisica. Passi avanti della scienza che sono oggi sul tavolo del summit indiano e che coinvolgono una vasta gamma di temi scientifici. “Grazie alle eccellenti prestazioni di Lhc, gli esperimenti e la Worldwide Lhc Computing Grid, alcune delle analisi attuali -spiega il Cern- sono basate su circa il doppio del campione di dati presentati al convegno di fisica delle particelle a luglio”, tenutosi a Grenoble, in Francia.
Grazie alle superbe performance di Lhc abbiamo registrato un enorme mole di nuovi dati scientifici negli ultimi mesi” sottolinea la scienziata italiana Fabiola Gianotti, a capo dell’esprimento Atlas. “Questo ci ha permesso -prosegue Gianotti- di fare grandi passi avanti nella nostra comprensione del modello standard e nella ricerca del bosone di Higgs e di una nuova fisica”. Il modello standard (Ms) è una teoria quantistica dei campi che descrive tutte le particelle elementari ad oggi note e tre delle quattro forze fondamentali note. “E’ fantastico che la straordinaria prestazione di Lhc quest’anno ci abbia portato così vicino a una regione di possibile scoperta. Qualunque sia il verdetto finale sulla particella Higgs stiamo vivendo un momento incredibile nel ricerca scientifica di nuova fisica” commenta il fisico italiano Guido Tonelli, numero uno dell’esperimento Cms di Lhc. Fiato sospeso inoltre per tutti gli altri scenari che si possono aprire dal lavoro di Lhc al summit indiano Lepton-Photon, che si concluderà a Mumbai sabato prossimo. Giovedì è infatti attesa la conferenza stampa del direttore generale del Cern, Rolf Heuer, e gli scienziati di LhCb, un altro importante esperimento scientifico in corso al Cern, presenteranno il 27 le ultime misurazioni sul modello standard. Dopo la conferenza Lepton Photon, assicura infine il Cern, i risultati degli esperimenti di Lhc saranno disponibili a tutti sul sito web dell’istituto ginevrino.
 
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Pubblicato da su 22 agosto 2011 in SCIENZA, TECNOLOGIA

 

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