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Archivi giornalieri: 19 agosto 2011

Octoberfest 2011: nuove idee economiche per il pernottamento

(IMMEDIAPRESS) Airbnb Germany GmbH: Airbnb: Un loft all’Oktoberfest 2011 AMBURGO, August 18, 2011 /PRNewswire/ — 
Durante il periodo dell’Oktoberfest (conosciuta come Wies’n perché si svolge sul grande prato noto come Theresienwiese) a Monaco le possibilità di pernottamento sono merce rara. Gli alberghi sono pieni o carissimi e i posti per dormire dagli amici sono occupati già da tempo. Airbnb, la più importante community a livello globale per l’affitto e la prenotazione di alloggi presso privati, offre ora la soluzione: per i visitatori della più grande festa popolare del mondo saranno messi a disposizione un loft mobile. 
Inoltre, sul sito http://www.airbnb.de [http://www.airbnb.de ] gli ospiti possono cercare un alloggio a Monaco presso privati. 

I “Wies’n lofts Airbnb” 

Con i suoi “Wies’n Lofts Airbnb” la compagnia offre per la prima volta una possibilità di pernottamento all’Oktoberfest innovativa e particolare. Gli ospiti che preferiscono un alloggio confortevole, al riparo dal vento e dalle intemperie, possono prenotare – in esclusiva con Airbnb – uno dei loft mobili simili a container. 

Ogni “Wies’n Loft Airbnb” offre sette metri quadrati di spazio per due persone, ed è dotato di letto a due piazze, riscaldamento, climatizzazione e lampade da lettura. Ci sono anche due sedie e un tavolino, magari per fare colazione al mattino. 

Gli occupanti dei “Wies’n Lofts Airbnb” possono accedere tramite un ingresso riservato a due blocchi separati di impianti sanitari, con docce e toilette. 

Il costo di un pernottamento per due persone in un “Wies’n Loft Airbnb” è rispettivamente di 129 EURO* (da domenica a giovedì) o di 169 EURO* (da venerdì a sabato). I loft si possono prenotare all’indirizzo http://www.airbnb.com/rooms/187470 . 

*più una tariffa di servizio Airbnb variabile dal 6 al 12 %, a seconda del tipo di alloggio e della durata del soggiorno. per maggiori informazioni: Contatti stampa: 
Airbnb 
Simone Kiri 
+49(0)151/58240308 
simone.k@airbnb.com

 
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Pubblicato da su 19 agosto 2011 in CURIOSITA', VIAGGI E VACANZE

 

Venezia in idrovolante. Due biglietti al prezzo di uno per il tour

(IMMEDIAPRESS) Seawings LLC: Due biglietti al prezzo di uno per il tour “Venezia in idrovolante” VENEZIA, Italia, August 17, 2011 /PRNewswire/ — 
Seawings Seaplane Tours ha annunciato le sue promozioni estive per tutte le famiglie che visiteranno Venezia durante il mese di agosto. L’offerta “due al prezzo di uno” sarà valida fino al primo settembre 2011 e garantirà a Seawings la possibilità di attirare un elevato numero di visitatori durante gli animati mesi estivi. 

Stuart Wheeler, direttore di Jet Ops Europe Ltd, ha affermato: “Siamo estremamente orgogliosi di questa promozione. Siamo certi che offrirà ai turisti un’opportunità unica per ammirare Venezia in tutto il suo splendore e allo stesso tempo ci consentirà di dimostrare perché siamo così entusiasti di questa città”. 
Descritto come un tour che “risveglierà i vostri sensi” e come “un racconto istruttivo sulla lotta di Venezia per la sua sopravvivenza”, “Venezia in idrovolante” accompagnerà i visitatori in un’escursione aerea sulla Laguna di Venezia durante la quale potranno ammirare panorami incomparabili delle isole veneziane, capire l’importanza geografica della laguna e visitare una piccola parte della città generalmente non aperta al pubblico. 
Durante il volo, che ha una durata di trenta minuti, è possibile ammirare Torcello, Burano, San Servolo, San Pietro, San Giorgio, Lido e Giudecca. Il tour in idrovolante è tuttavia solo una parte dell’escursione completa di due ore; i turisti vengono infatti trasferiti dal terminal passeggeri o da San Marco all’isola di San Clemente a bordo di una tradizionale motolancia. Qui avranno tutto il tempo per visitare il parco adiacente al San Clemente Hotel accompagnati da una guida esperta. 
L’idrovolante utilizzato per il tour Seawings può trasportare fino a nove passeggeri. A bordo del velivolo, dotato di aria condizionata, ciascun passeggero sarà comodamente seduto su un sedile in pelle, e potrà ammirare la città dal proprio finestrino. I voli vengono effettuati tutti i giorni, con partenze ogni ora dalle 9:30 alle 18:00. Il tour ha una durata di 30 minuti da molo a molo e offre un’ineguagliabile vista panoramica di Venezia e della sua laguna. 
Per ulteriori informazioni sul tour o per prenotare i biglietti per questa offerta limitata, potete visitate il sito web http://www.seawingsvenice.com oppure contattare la vostra agenzia viaggi o la compagnia di navigazione. 

Note per gli editori: 

I velivoli anfibi Cessna Caravan 208 possono trasportare fino a nove passeggeri. A bordo dell’idrovolante, dotato di aria condizionata, ciascun passeggero sarà comodamente seduto su un sedile in pelle, e potrà ammirare la città dal proprio finestrino. 

Seawings Seaplane Tours è una compagnia specializzata in voli panoramici. I suoi idrovolanti volano a circa 450 metri dal suolo. I voli vengono effettuati tutti i giorni, con partenze ogni ora dalle 9:30 alle 18:00. Grazie ai voli panoramici in partenza ogni 30 minuti e a un’ampia scelta di opzioni per i tour, Seawings è in grado di soddisfare le esigenze di privati, gruppi, aziende, programmi incentive, turisti e residenti. per maggiori informazioni: Referente: 
Dilukshi Thomas 
Corporate Marketing and Communications Assistant 
Seawings, Dubai, EAU. 
Telefono: +971-4-807-0808 
E-mail: corpcom@seawings.ae 
Sito web: http://www.seawingsvenice.com

 
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Pubblicato da su 19 agosto 2011 in VIAGGI E VACANZE

 

Cento anni fa il furto della Gioconda

Roma, 19 ago. (Adnkronos) – Era la notte del 20 agosto 1911 quando l’italiano Vincenzo Peruggia, decoratore e imbianchino, rubò la Gioconda di Leonardo da Vinci dal Louvre. Originario di Dumenza, un paese del nord della provincia di Varese, emigrato in Francia giovanissimo, Peruggia aveva lavorato anche al Louvre e partecipato ai lavori per la sistemazione della teca di vetro dove era custodito il dipinto, allora nel Salon Carré. Conosceva quindi benissimo il luogo e le abitudini del personale del museo.
Era la prima volta che un dipinto veniva rubato da un museo, per di più dell’importanza del Louvre. Uno smacco cui seguì un’attività investigativa di tre anni, non proprio brillante, e che trasformò presto il capolavoro di Leonardo da Vinci in una vera e propria leggenda.
Ad oggi la Monna Lisa è il ritratto più celebre al mondo. Fu proprio Leonardo a portarla con sé in Francia, nel 1516, vendendola poi a caro prezzo al re di Francia Francesco I. Più tardi il dipinto fu trasferito a Versailles su richiesta di Luigi XIV e dopo la Rivoluzione francese giunse al Louvre. Ne uscì poi per approdare nella camera da letto di Napoleone Bonaparte che lo volle tenere lì per qualche tempo fino a quanto fece ritorno al museo parigino.
Tornando al fatidico furto, oggi fa un certo effetto la facilità con cui venne messo a segno. Quella domenica notte precedeva il canonico giorno di chiusura del Louvre e l’imbianchino Peruggia dormiva sereno nel ripostiglio in attesa che arrivassero le sette del mattino quando, allentatasi la sorveglianza, tolse con facilità il dipinto dalla cornice e se lo infilò sotto il cappotto.
Era stato lui stesso a inserirlo nella teca tempo prima e sapeva come agire. Poi con tutta calma si diresse verso l’uscita e chiese aiuto ad un idraulico perché gli aprisse il portone. In un baleno fu così su Rue de Rivoli e poco dopo in un comodo taxi. Erano le 8,30 del mattino.
Le uniche misure di sicurezza allora consistevano nell’addestramento delle guardie al judo. E il furto dal Louvre rappresentava un’assoluta novità. Le ricerche, infatti, furono lente e condotte con difficoltà.
Il primo sospettato fu il poeta francese Guillaume Apollinaire: aveva, infatti, dichiarato di voler distruggere i capolavori di tutti i musei per fare posto all’arte nuova. Così fu condotto in prigione. In realtà il suo arresto aveva come unica prova la testimonianza, falsa, dell’amante Honore Geri Pieret che lo accusò di aver ricettato statuette antiche rubate dal museo.
Venne interrogato anche Pablo Picasso ma anche lui fu poi rilasciato. Ad un certo punto si ventilò l’ipotesi che si trattasse di un furto di Stato ad opera dell’Impero tedesco, nemico della Francia. Man mano, però, che il tempo passava la speranza andava scemando. Si fece spazio così la scelta di ‘consolarsi’ un po’ e, dopo qualche tempo, per sostituire la Gioconda fu scelto il Ritratto di Baldassarre Castiglione di Raffaello.
Nel 1913 accadde però qualcosa di inaspettato che diede una svolta alle indagini. Peruggia, infatti, tornato nel suo paese, Luino, per regalare la Gioconda all’Italia, con la garanzia che vi sarebbe rimasta (riteneva infatti, sbagliando, che l’opera fosse stata rubata durante le spoliazioni napoleoniche), si recò ingenuamente a Firenze, per rivendere l’opera.
A Firenze l’antiquario Alfredo Geri ricevette una strana lettera firmata “Leonardo” in cui vi era scritto: ‘Il quadro è nelle mie mani, appartiene all’Italia perché Leonardo è italiano‘. La missiva era accompagnata poi dalla richiesta di 500.000 lire in cambio dell’opera. Fu così che, incuriosito, Geri fissò un appuntamento nella sua stanza dell’Hotel Tripoli, accompagnato dal direttore degli Uffizi Giovanni Poggi. Era l’11 dicembre 1913. I due si accorsero che l’opera era originale e se la fecero consegnare per “verificarne l’autenticità”.
Nell’attesa il Peruggia se ne andò a serenamente a zonzo, ma poco dopo venne pizzicato e arrestato. Processato, fu definito “mentalmente minorato” e venne condannato a un anno e quindici giorni di prigione, poi ridotti a sette mesi e quindici giorni. La sua difesa si basò sul patriottismo e suscitò anche qualche simpatia. Si parlò persino di “peruggismo”.
Approfittando del clima amichevole che allora regnava nei rapporti tra Italia e Francia, il dipinto ormai ritrovato venne esibito in tutta la penisola: prima agli Uffizi di Firenze, poi all’ambasciata di Francia di Palazzo Farnese a Roma, infine alla Galleria Borghese. La Gioconda arrivò in Francia a Modane, su un vagone speciale delle Ferrovie italiane, accolta in pompa magna dalle autorità d’oltralpe, per poi giungere a Parigi dove, nel Salon Carre’, l’attendevano il Presidente della Repubblica francese, Raymond Poincare’, e tutto il Governo.
 
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Pubblicato da su 19 agosto 2011 in CURIOSITA'

 

IBM sviluppa il chip che simula il cervello.

L’azienda statunitense, tra le maggiori al mondo nel settore dell’informatica, ha annunciato l’avvio della fase 2 di sperimentazione di microprocessori capaci di simulare il funzionamento del cervello umano. E le sue capacità cognitive e reattive.

Simulare in un microprocessore i neuroni e le sinapsi del cervello umano per imitarne le capacità di percezione, apprendimento e azione. A questo stanno lavorando i ricercatori dell’Ibm, l’azienda informatica che ieri ha annunciato di aver già sviluppato un nuovo tipo di chip capace, appunto, di imparare dalle esperienze fatte, stabilire correlazioni, fare ipotesi e, di nuovo, imparare dai risultati raggiunti.
La ricerca è realizzata insieme a sei importanti atenei americani (Columbia University, Cornell University, University of California, Merced, Università del Wisconsin, Madison) e cofinanziata dalla Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), il “braccio” scientifico del Pentagono, che ha già investito nella fase 2 progetto altri 21 milioni di dollari.
I ricercatori di Big Blue, informa l’azienda, stanno già sperimentando un paio di questi primi chip “neurosinaptici” che, seppur basati ancora sulla tecnica del silicio, sembrano in grado di ricreare il dialogo tra neuroni e sinapsi, grazie ad avanzati algoritmi. Entrambi i core contengono 256 neuroni. Un nucleo contiene 262.144 sinapsi programmabili e l’altro contiene 65.536 sinapsi di apprendimento. Il team Ibm ha già dimostrato con successo applicazioni semplici come navigazione, visione artificiale, pattern recognition, memoria associativa e classificazione.
L’obiettivo a lungo termine del progetto SyNAPSE (Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics) è quello di creare un sistema che non solo analizzi contemporaneamente informazioni complesse provenienti da molteplici modalità sensoriali ma sia anche in grado di rimodularsi dinamicamente nell’interazione con se stesso. Nel lungo periodo Ibm si prefigge di realizzare un sistema di chip con dieci miliardi di neuroni e 100 mila miliardi di sinapsi, che consumi solo un kilowatt di energia e occupi un volume di meno di due litri.
Si tratta di «un’importante iniziativa per andare oltre il paradigma di von Neumann – ha detto Dharmendra Modha, responsabile del progetto per Ibm Research – che è stata dominante dell’architettura dei computer per più di mezzo secolo. Le future applicazioni del computing aumenteranno la domanda di funzionalità a cui l’architettura tradizionale non è in grado di rispondere in maniera efficiente. Questi chip sono un altro passo significativo nell’evoluzione dei computer da calcolatrici ai sistemi di apprendimento – conclude il ricercatore – e segnano l’inizio di una nuova generazione di computer e delle loro applicazioni nel mondo degli affari, della scienza e del governo».
 
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Pubblicato da su 19 agosto 2011 in SCIENZA, TECNOLOGIA